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	<title>Torquemada &#187; Lorenzo Roselli</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Ricordatevi che dovete morire, o almeno, dei defunti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 00:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Roselli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensavo ad oggi, alla Solennità dei Defunti, festa di precetto della Chiesa cattolica dimenticata e ignorata (vi basti pensare che in Università Cattolica oggi si sono tenute normalmente lezioni) come tante, forse come troppe. E proprio oggi mi è capitata sotto gli occhi una storia raccapricciante: quella di Joyce Carol Vincent. Questa ragazza britannica, per una serie di ragioni di diverso ordine, scelse di staccare ogni filo diretto con il mondo circostante. Contatti recisi con familiari, amici d&#8217;infanzia, colleghi, ex-fidanzati, vicini di casa. Dopo essersi licenziata, Joyce abbandonò il centro di recupero per maltrattamenti in cui pernottava e iniziò a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>ensavo ad oggi, alla <strong>Solennità dei Defunti, festa di precetto della Chiesa cattolica dimenticata e ignorata</strong> (vi basti pensare che in Università Cattolica oggi si sono tenute normalmente lezioni) come tante, forse come troppe.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E proprio oggi mi è capitata sotto gli occhi una storia raccapricciante: quella di Joyce Carol Vincent.</strong> Questa ragazza britannica, per una serie di ragioni di diverso ordine, scelse di staccare ogni filo diretto con il mondo circostante.<br />
Contatti recisi con familiari, amici d&#8217;infanzia, colleghi, ex-fidanzati, vicini di casa. Dopo essersi licenziata, Joyce abbandonò il centro di recupero per maltrattamenti in cui pernottava e iniziò a spostarsi di giorno in giorno in un appartamento diverso della periferia di Londra.<br />
<strong>Nel 2003, in un pomeriggio di dicembre, dopo aver acquistato qualche regalo di Natale forse per i genitori con cui avrebbe voluto di nuovo scambiare una parola, Joyce inaspettatamente spirò</strong>, si ritiene per una complicazione dell&#8217;asma di cui soffriva da tempo. La televisione di fronte a lei rimase accesa, come il riscaldamento e l&#8217;elettricità pagata dall&#8217;assistenza sociale. Tutto in quella casa rimase tragicamente fermo mentre le spoglie della ragazza marcivano per settimane.<br />
Nessuno si accorse di quel corpo senza vita in quella casa di seconda mano nei cui pressi si spacciava droga e dove il rumore dell&#8217;apparecchio televisivo si mischiava al fragore degli schiamazzi notturni di qualche balordo.</p>
<p style="text-align: justify">Soltanto a festività natalizie concluse qualcuno si accorse dei resti di Joyce; peccato che i Natali trascorsi fossero due.<br />
<strong>Il 25 gennaio 2006 gli ufficiali esecutori dello sfratto buttarono giù la porta della casa, e trovarono il macilento scheletro di Joyce rivolto verso un tappabuchi pomeridiano di un canale tv trasmesso senza sosta da oltre due anni.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/11/12112067_10207779144258119_7493728875798365909_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2953" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/11/12112067_10207779144258119_7493728875798365909_n-300x187.jpg" alt="12112067_10207779144258119_7493728875798365909_n" width="300" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Vedete, la storia di Joyce non è poi così diversa da quella di tutti noi: ciascuno muore da solo</strong>, che sia il padre mentre stringe sempre più flebilmente le mani del figlio, il fante d&#8217;Italia che agonizza dopo un futile assalto alla trincea durante la Grande Guerra e persino il Re nel cordoglio della sua intera corte. Nulla può impedire il sopraggiungere di questo evento, nessuna gloria, piacere prolungato, o onore può impedire quel rantolare che precede l&#8217;ultimo respiro. <strong>E parliamoci chiaro, non vi è alcuna dignità nel morire e nemmeno un senso proprio nell&#8217;aver vissuto per tramutarsi in un banchetto di vermi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Vi è solo una cosa che può giustificare la Morte: la sua dirompente sconfitta avvenuta in un sepolcro della Palestina.</strong> Ed è questo, credetemi, l&#8217;unico pensiero che mi libera dall&#8217;angoscia suscitatami dalla storia di Joyce Vincent.<br />
La consapevolezza, la Fede contro ogni certezza empirica che, parafrasando Sant&#8217;Agostino, il milite ignoto caduto nell&#8217;Isonzo, il vecchio abbandonato in un ospizio, il senzatetto che ha lasciato questa vita nella fredda stazione di New York e la stessa Joyce deceduta nella dimenticanza totale di una società che erge l&#8217;Individuo ad assoluto ma la persona a zero, guarda con i suoi occhi pieni di Gloria i nostri pieni di lacrime.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>A tutti i fratelli defunti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><em><strong>Lorenzo Roselli, </strong></em><em>lo ieromonaco</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le lacrime di coccodrillo versate sul Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 17:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Roselli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La morte insensata di centinaia di disperati al largo delle coste libiche non dovrebbe indurci a discutere poi chissà quanto. I politicanti di professione fanno semplicemente il loro mestiere riversando sul nemico elettorale la &#8220;responsabilità&#8221; di questa tragedia&#8230; Ma noi che cosa abbiamo da dire? Nulla. Dopo aver letto la prima pagina del quotidiano preso sul sedile della Metro, dopo aver spento la rassegna del TG1 o di Sky Tg24 torneremo alle nostre vite, ai nostri problemi, alle nostre priorità. Lo starei per fare anch&#8217;io se non riuscissi a togliermi dalla testa quel fastidioso pensiero che mi mette di fronte]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a morte insensata di centinaia di disperati al largo delle coste libiche non dovrebbe indurci a discutere poi chissà quanto. I politicanti di professione fanno semplicemente il loro mestiere riversando sul nemico elettorale la &#8220;responsabilità&#8221; di questa tragedia&#8230; Ma noi che cosa abbiamo da dire?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nulla. Dopo aver letto la prima pagina del quotidiano preso sul sedile della Metro, dopo aver spento la rassegna del TG1 o di Sky Tg24 torneremo alle nostre vite, ai nostri proble</strong><span class="text_exposed_show"><strong>mi, alle nostre priorità</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><img class=" wp-image-2491 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Barcone-300x199.jpg" alt="Barcone" width="359" height="238" /></p>
<p style="text-align: justify">Lo starei per fare anch&#8217;io se non riuscissi a togliermi dalla testa quel fastidioso pensiero che mi mette di fronte ad un&#8217;angosciante verità: <strong>mentre io mi danno per l&#8217;esame che non riuscirò a preparare in questo mese, ci sono persone (magari anche di poco più grandi di me) che hanno abbandonato quest&#8217;esistenza terrena nella stiva di una barcaccia</strong>. Che hanno avuto modo di contare i minuti in cui l&#8217;ossigeno lentamente si esauriva nel loro sarcofago.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span class="text_exposed_show">P</span>er questo qualcosa, alla fin fine, la dirò. E dirò innanzitutto che non mi farei particolari problemi di ordine morale ad espropriare i beni di tutta la marmaglia subproletaria che in questo momento esulta sotto ai post di Matteo Salvini o nei commenti di Libero,  per investirli, magari, nell&#8217;ennesimo Mare Nostrum.</strong> <strong>Il fatto è che questo non cambierebbe assolutamente nulla. </strong></p>
<p style="text-align: justify">Nella polemica sullo &#8220;sciacallaggio&#8221; subito traghettata dal PD e dalla sua lista civetta SEL, infatti, se proprio dovessi trovare qualcuno &#8220;meno nel torto&#8221; <strong>sarebbero proprio Salvini. Perché non è con un&#8217;imponente flotta di pattugliamento per il Mediterraneo che si eviteranno altre stragi di migranti: Laura Boldrini e gli editorialisti dell&#8217;Espresso più svegli lo sanno benissimo. </strong></p>
<div class="text_exposed_show">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Salvini-boldrini.jpg"><img class=" wp-image-2492 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Salvini-boldrini-300x178.jpg" alt="Salvini boldrini" width="369" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify">I viaggi della morte si contrastano solo nel prevenirli. Ed un tempo, diciamolo, li prevenivamo eccome con degli ottimi rapporti diplomatici con la Libia socialista del Presidente Muammar Gheddafi. <strong>Finché un giorno del 2011, gli stessi che oggi fingono di strapparsi i capelli per questa stage, hanno preferito mettere al comando di Tripoli gli scafisti. E lo hanno preferito per ragioni di sudditanza politica ed economica,  dettate dalla falsa sicurezza che contraddistingue l&#8217;arido  burocrate al servizio  del Sovrano, </strong>ma ben nascoste dietro a grida senza senso inneggianti alla democrazia, alla libertà e all&#8217;abbattimento di ogni dittatura<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ora, quelle grida si tramutano in lacrime (più o meno sincere) di coccodrillo, <strong>lacrime di coccodrillo che si riversano al largo delle coste libiche dove giacciono tante, troppe, vittime del loro vigliacco opportunismo politico</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Gheddafi.jpg"><img class=" wp-image-2495 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Gheddafi-300x168.jpg" alt="Gheddafi" width="386" height="216" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">                          <em><strong>Lorenzo Roselli, </strong>lo ieromonaco</em></p>
</div>
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		<title>&#8220;Mamma, le Sentinelle In Piedi!&#8221; ovvero Cronaca di uno sciacallaggio mediatico</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2015 13:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Roselli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso della storia sono esistite e probabilmente sempre esisteranno, movimenti spontanei di dissidenza civile, che in quanto tali possono raccogliere plauso come critiche. È normale. Fa parte del gioco, direbbe qualcuno. Quello che qui andrò ad esporre, però,  è un caso molto particolare nel panorama del nostro Paese, quello delle Sentinelle In Piedi. Trattandosi del mio primo intervento sul progetto Torquemada di cui sono, per così dire, un membro fondatore, quale miglior modo di esordire che con un tema così scottante? In verità, il fatto stesso che sia così scottante mi lascia perplesso. Vedete, io sono tra quelli che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="N" class="cap"><span>N</span></span><strong>el corso della storia sono esistite e probabilmente sempre esisteranno, movimenti spontanei di dissidenza civile, che in quanto tali possono raccogliere plauso come critiche</strong>. È normale. Fa parte del gioco, direbbe qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che qui andrò ad esporre, però,  è un caso molto particolare nel panorama del nostro Paese, quello delle <strong><em>Sentinelle In Piedi</em></strong>. Trattandosi del mio primo intervento sul progetto Torquemada di cui sono, per così dire, un membro fondatore, <strong>quale miglior modo di esordire che con un tema così scottante?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>In verità, il fatto stesso che sia così scottante mi lascia perplesso.</strong> Vedete, io sono tra quelli che potrebbero essere definiti &#8220;sostenitori della prima ora&#8221; delle Sentinelle, partecipando persino a delle veglie precedenti all&#8217;organizzazione vera e propria del movimento, nella lontana estate del 2013. <strong> Ho visto quindi gli inizi di questa mobilitazione originale ed intelligente, ispirata all&#8217;esperienza francese de <a href="https://www.facebook.com/LesVeilleursOfficiel?fref=nf">Les Veilleurs</a> durante la protesta contro la legge Taubira, che in un anno è cresciuta spontaneamente in tutto il Paese nel silenzio generale dei media. Si, silenzio.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Le <em>Sentinelle In Piedi</em>, infatti, non si sono formate questo ottobre</strong> quando fior di editoriali, dichiarazioni discutibili di membri del Parlamento, citazioni di comici in prima serata gli hanno donato fama imperitura per tutta la Nazione: <strong>erano già attive da più di un anno.</strong> <strong>Questo non significa che nessuno sapesse chi fossero</strong>, anzi; l&#8217;Onorevole <strong>Scalfarotto</strong>, il primo firmatario dell&#8217;omonima proposta di ddl che vorrebbe estendere la legge Mancino (già di per sé non un capolavoro giuridico, a mio parere almeno) all&#8217;omofobia, era a conoscenza del movimento così come buona parte dell&#8217;<strong>attivismo LGBT</strong>.<strong> C&#8217;erano addirittura già stati dei flashmob di protesta</strong> come quelli di Trento, nel febbraio 2014, dove  aveva avuto una certa risonanza nella cronaca locale la contro-manifestazione dell&#8217;Arcigay alla veglia tridentina, in cui gli attivisti LGBT si lasciavano cadere a terra in quanto vittime simboliche delle Sentinelle.</p>
<p style="text-align: justify">Ma in linea generale, quella che si respirava tra noi &#8220;omofobi in piedi&#8221; (come definisce molto pacatamente il movimento l&#8217;Huffington Post) era un&#8217;aria di parziale ottimismo. La partecipazione alle veglie era sempre più ampia, tanto da interessare i grandi firmatari del ddl, mentre i contro sit-in (quando si tenevano) erano talmente insignificanti da esprimere un profondo senso di impotenza.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle-2.jpg"><img class="wp-image-736 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle-2-300x130.jpg" alt="sentinelle 2" width="466" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nella prima veglia di Milano capitò addirittura che un omosessuale, venuto con alcuni membri del Circolo Milk a protestare contro le <em>Sentinelle</em>, non appena letto lo scopo della mobilitazione si mise a vegliare anch&#8217;esso.</strong> Più tardi, dichiarò di essere favorevole a matrimoni ed adozioni, ma non poter in alcun modo supportare una proposta di legge che potesse lasciare anche il minimo dubbio di tappare la bocca a qualcuno. I suoi commilitoni non erano però dello stesso avviso e lo dileggiarono selvaggiamente di fronte agli occhi sgomenti degli amici che mi hanno riportato la vicenda, e di cui manterrò l&#8217;anonimato su loro esplicita richiesta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quand&#8217;è, dunque, che le Sentinelle sono divenute la reinterpretazione italica del Ku Klux Klan su cui poter scagliare tutto il livore del ceto semicolto nostrano?</strong></p>
<p style="text-align: justify">La relativa quiete che accompagna le <em>Sentinelle In Piedi</em> si interrompe bruscamente lo scorso 5 ottobre, <strong>quando la manifestazione si estende a 100 piazze italiane contemporaneamente</strong>. Le principali testate del Paese parlano di &#8220;capillare rete di contro-manifestazioni spontanee in tutta Italia&#8221; per motivare la loro attenzione ma, di fatto, ad aver provocato questo exploit sono le violente aggressioni che i veglianti subiscono a Bologna e Rovereto.  Nella seconda, gli spintoni coinvolgono persino un sacerdote a cui viene fratturato un braccio. Tutto in nome dell&#8217;amore, ovviamente. <strong>Ma più che i circoli LGBT o i centri sociali, sono i media a dare il peggio di sé.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Iniziano a spuntare sulle prime pagine online articoli riguardanti la natura delle <em>Sentinelle In Piedi</em></strong>. <strong>Il Fatto Quotidiano</strong>, titola sarcastico:  <em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/04/omofobia-veglie-in-100-piazze-delle-sentinelle-in-piedi-contro-il-ddl-scalfarotto/1143229/" target="_blank">Il 5 ottobre iniziativa del gruppo che si dichiara &#8220;apartitico e aconfessionale&#8221; (ma che è formato prevalentemente da cattolici)</a>. </em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Corriere della Sera</strong>, senza troppi giri di parole, parla di &#8220;gruppo ultracattolico che protesta contro unioni civili, matrimoni ed adozioni gay&#8221;. Termine che da cattolico, in realtà, mi è sempre risultato congeniale, in quanto dà un&#8217;accezione iperbolica ad un&#8217;appartenenza religiosa e per tanto ne riconosce massimamente coerenza ed osservanza, ma dalla redazione del senso comune mi dicono che è usato in termine spregiativo, quindi mi adeguerò.<br />
A distanza di pochi giorni, precisamente<strong> il 9 ottobre 2014, esce il puntuale dossier de </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/10/09/news/identikit-delle-sentinelle-in-piedi-1.183549" target="_blank"><strong>L&#8217;Espresso</strong> </a><strong>che pretenderebbe di spiegare obiettivamente il fenomeno</strong> delle <em>Sentinelle</em>, inserendolo con rigoroso distacco nella categoria <em>Integralismi. </em>Qui si sostiene senza mezzi termini che <strong>le <em>Sentinelle In Piedi</em> sarebbero composte da risibili personaggi retrogradi</strong>, &#8220;spaventati&#8221; dalla lieta novità dei matrimoni e delle adozioni gay, e di essere <strong>sostenute da Trame Nere</strong> che neanche negli anni della Strategia della Tensione.<br />
<strong>Da qui in poi sarà un fiorire di amenità da premio Pulitzer</strong> quali &#8220;<a href="http://www.huffingtonpost.it/2014/10/07/sentinelle-libri_n_5943806.html" target="_blank">Cosa leggono le Sentinelle In Piedi?</a>&#8221; basate su non si sa quali osservazioni scientifiche e statistiche, condotte con impeccabile approccio metodologico.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-medium wp-image-737 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle-199x300.jpg" alt="sentinelle" width="199" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Con il passare del tempo, anche le critiche di circostanza alla violenza delle contro-manifestazioni iniziano a ridimensionarsi</strong>. Il Fatto Quotidiano riesce a superare il suo abituale grado di squallore, ospitando in<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/06/omofobia-sentinelle-in-piedi-il-miglior-ufficio-stampa-per-i-diritti-gay/1144741/" target="_blank"> uno dei suoi blog</a> un simpatico figuro che esorta a <strong>disturbare &#8220;intensamente e continuamente&#8221; (seppur con semplice ironia)</strong> le veglie delle <em>Sentinelle</em>:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In brevissimo tempo, quella dell&#8217;omofobia silenziosa delle Sentinelle era divenuto un casus belli di portata nazionale.</strong> Me ne sono accorto non tanto monitorando la rete o consultando i giornali, ma vedendo amici, parenti, persino mia madre chiedermi come mai fossi una <em>Sentinella</em> e cosa mi avesse portato a &#8220;diventarlo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Inutile spiegargli che le <em>Sentinelle In Piedi</em> non sono una società o un club associativo, e che basta presentarsi ad una veglia &#8220;per essere una <em>Sentinella In Piedi</em>&#8220;. <strong>La crociata mediatica portata avanti con ogni strumento in ogni piattaforma, ha dato i suoi frutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Perché parliamoci chiaro, e qui giungo alla mia riflessione conclusiva, <strong>il matrimonio &#8220;egualitario&#8221; (come piace chiamarlo ai suoi fautori) non sarà ancora legale, ma è già un dogma del politicamente corretto. Se parli di sessi anziché di generi, sei alla stregua di uno xenofobo, di un antisemita, di un seminatore d&#8217;odio. Se ritieni che l&#8217;adozione omosessuale non sia esattamente un diritto fondamentale, sei come chi contestava Kennedy negli anni &#8217;60 per impedire di abrogare le leggi sulla segregazione.</strong> Di conseguenza, che tu sia un comico, uno youtuber o un opinionista televisivo puoi al massimo rimanere in disparte, ma <strong>se vuoi parlarne ne devi parlare bene</strong>. L&#8217;Italia è un paese omofobo, signori, che deve solo apprendere a piene mani dalla lezione nord-europea. Certo, mentre a Londra per &#8220;sodomia&#8221; si rischiava ancora il carcere in Italia l&#8217;omosessualità era legale già da 50 anni, ma questo in fondo cosa importa? Si sono fatti perdonare <a href="//www.lanuovabq.it/it/articoli-inghilterrasan-paolofuorilegge-7245.htm" target="_blank">mandando in carcere chi oggi legge le Lettere di San Paolo in piazza</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Eppure, in Francia con un trattamento mediatico pressoché speculare, <em>Le Manif Pour Tous</em> ha portato in piazza quasi un milione di persone</strong>, tra cattolici, ortodossi, evangelici, musulmani, ebrei, agnostici, atei, socialisti e nazionalisti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Anche le <em>Sentinelle</em> continuano a crescere, di veglia in veglia, nonostante i nazisti dell&#8217;Illinois, i flashmob e le invettive di Saviano o Selvaggia Lucarelli.</strong> <em>&#8220;Puoi anche maledire il mio nome, ma ricorda la verità&#8221;</em> cantano in uno dei loro ultimi brani i Blind Guardian; <strong>questa consapevolezza mi ha portato a partecipare, qualche settimana fa, alla mia sesta veglia. E non sarà l&#8217;ultima, potete contarci.</strong></p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/illinois.jpg"><img class="size-full wp-image-738 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/illinois.jpg" alt="illinois" width="289" height="175" /></a></p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle.jpg"><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">    <strong>Lorenzo Roselli</strong>, <em>lo ieromonaco</em></span></p>
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