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	<title>Torquemada &#187; Giovanbattista Varricchio</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>“Il crepuscolo di un idolo” &#8211; recensione di un saggio politicamente scorrettissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 13:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanbattista Varricchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un titolo raramente azzeccato Michel Onfray, noto filosofo francese, ha buttato giù oltre 400 pagine di critica serratissima a uno dei più importanti mostri sacri che la nostra epoca moderna abbia creato: Sigmund Freud, il famoso (o sarebbe meglio definirlo famigerato?) inventore della psicoanalisi. Base e principio critico di questa opera è che, come sostiene l&#8217;autore: “Il freudismo si basa su una gigantesca affabulazione, a sua volta fondata su una serie di leggende.” In effetti il mito di Freud ha creato nei suoi successori e seguaci una volontà ferrea di costruzione e difesa di una sorta di ortodossia ideologica,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium"><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>on un titolo raramente azzeccato <strong>Michel Onfray</strong>, noto filosofo francese, <strong>ha buttato giù oltre 400 pagine di critica serratissima a uno dei più importanti mostri sacri che la nostra epoca moderna abbia creato: Sigmund Freud, il famoso</strong> (o sarebbe meglio definirlo famigerato?) <strong>inventore della psicoanalisi. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Base e principio critico di questa opera è che, come sostiene l&#8217;autore: “<strong>Il freudismo si basa su una gigantesca affabulazione, a sua volta fondata su una serie di leggende.</strong>” In effetti il mito di Freud ha creato nei suoi successori e seguaci <strong>una volontà ferrea di costruzione e difesa di una sorta di ortodossia ideologica, un sistema quasi lobbistico che non ammette critiche o revisionismi storici di sorta</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/michel-onfray.png"><img class="size-medium wp-image-2047 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/michel-onfray-300x300.png" alt="michel onfray" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Il Freud che esce da questo libro è senza dubbio molto diverso dal genio luminare della scienza che comunemente si crede: <strong>ne esce un <i> “conquistador” </i></strong>(termine dello stesso Sigmund, usato per autodefinirsi) <strong>privo di scrupoli, un filosofo che odiava la filosofia, un cocainomane e un assertore convinto dell&#8217;utilizzo della cocaina a fini terapeutici – almeno fino a quando non ci scappò il morto</strong> – <strong>un fan del magnetismo e di altre pratiche pseudo-scientifiche come la telepatia</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium"><img class="alignnone size-medium wp-image-2048 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Freud-256x300.jpg" alt="3274654-sigmund-freud-portrait" width="256" height="300" /></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Altro punto di grande rilievo nell&#8217;analisi di Onfray è <strong>come l&#8217;intera impalcatura ideologico-scientifica</strong>, se mi si passa il termine, della psicoanalisi (a partire dal famoso mito di Edipo) <strong>non è altro che la riproposizione in forma universalizzata, delle psicosi dello stesso Freud di cui l&#8217;autore dimostra in maniera sufficientemente chiara la tendenza all&#8217;incesto prima con la propria madre, poi con una delle sue stesse figlie</strong>. La volontà di Freud di abolire il limite tra cioè che è sano, normale, e ciò che è malato definendo il primo stato semplicemente come un livello di psicosi inferiore a quello che si potrebbe definire come patologico, <strong>non sarebbe altro che un espediente per poter legittimare, davanti a se stesso, le proprie angosce e le proprie tendenze, sopratutto sessuali</strong>. Come afferma Onfray a proposito de <em>L&#8217;interpretazione dei sogni</em>: “<strong>Nelle sue proposte dell&#8217;analisi dei sogni, Freud più che la verità dell&#8217;altro scopre la propria. Il sogno è la via regia che porta all&#8217;inconscio dell&#8217;interprete</strong>.”</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Ulteriore elemento di interesse di questo libro è senza dubbio quello inerente le “guarigioni di carta” toccato nella quarta parte dell&#8217;opera. L&#8217;autore, analizzando con dovizia di particolari ciascuno dei casi più noti di presunte guarigioni operate dal padre della psicoanalisi, <strong>dimostra come i pazienti in questione – celati dietro nomi di fantasia passati alla storia come Anna O., Dora o l&#8217;Uomo dei lupi – non siano stati realmente guariti dalle proprie nevrosi, ma soltanto negli scritti dello stesso Freud</strong>.</span></p>
<p align="left"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Freud-patient.jpg"><img class="size-medium wp-image-2049 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Freud-patient-300x221.jpg" alt="Freud patient" width="300" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Oltre ai lati positivi e molto originali di questo libro, che certamente non si esauriscono nei pochi spunti presentati in questa sede, sembra doveroso accennare altresì a quelli che sono gli aspetti più critici dell&#8217;opera: Onfray, che ha dato prova di grande formazione e informazione circa moltissime tematiche relative a Freud e al freudismo in generale, <strong>paga decisamente pegno alla sua appartenenza ideologica in vari momenti. L&#8217;accostamento del fondatore della psicoanalisi a quelli che lui chiama “antifilosofi” del XVIII secolo non risulta essere molto comprensibile, e ancor meno comprensibile e motivato è l&#8217;accostamento a uno dei maggiori pensatori della Controrivoluzione cattolica come Joseph de Maistre</strong>. Altra critica alquanto fuoriluogo è <strong>quella mossa al fascismo in quanto promotore di una “politica demografica militante” e la sua conseguente opposizione all&#8217;aborto. L&#8217;aborto, all&#8217;alba del XX secolo era illegale nella maggior parte del mondo, visto che la sua liberalizzazione avrà luogo soltanto nel secondo dopoguerra, nel contesto sociale e culturale del &#8217;68</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Comunque, al netto di questi punti oscuri dove emerge più che altro la faziosità ideologica dell&#8217;autore, <strong>è un libro assolutamente ben documentato e argomentato, che merita di essere letto da chiunque abbia interesse sia nella materia storica che psicologica</strong>.</span></p>
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		<title>Dimissioni Eva Klotz: storia di una &#8220;pasionaria&#8221; e prospettive future per la Süd-Tiroler Freiheit.</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2015 19:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanbattista Varricchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le dimissioni dal Consiglio Provinciale di Bolzano, rassegnate il 17 novembre scorso, ieri è stata l&#8217;ultima seduta al Landtag per Eva Klotz, storica leader del movimento indipendentista sudtirolese, da oltre 30 anni consigliera eletta attraverso diverse liste che avevano come denominatore comune il Selbstbestimmung, l&#8217;Autodeterminazione per la minoranza tedesca e ladina residente in Alto Adige. Ufficialmente le dimissioni di Eva Klotz sono da attribuirsi, secondo quanto da lei stessa dichiarato, alle precarie condizioni di salute del marito, ma allo stesso tempo assicura: “Resterò nel direttivo del partito e a combattere in prima linea per l&#8217;autodeterminazione.&#8220; E&#8217; ovviamente necessaria una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child Standard" style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>opo le dimissioni dal Consiglio Provinciale di Bolzano, rassegnate il 17 novembre scorso, <strong>ieri è stata l&#8217;ultima seduta al <i>Landtag</i> per Eva Klotz, storica leader del movimento indipendentista sudtirolese</strong>, da oltre 30 anni consigliera eletta attraverso diverse liste che avevano come denominatore comune <strong>il <i>Selbstbestimmung</i>, l&#8217;Autodeterminazione per la minoranza tedesca e ladina residente in Alto Adige</strong>.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Sud-Tirol.jpg"><img class="size-full wp-image-1783 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Sud-Tirol.jpg" alt="Sud Tirol" width="275" height="183" /></a></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify">Ufficialmente le dimissioni di Eva Klotz sono da attribuirsi, secondo quanto da lei stessa dichiarato, alle precarie condizioni di salute del marito, ma allo stesso tempo assicura: <strong>“<span style="color: black">Resterò nel direttivo del partito e a combattere in prima linea per l&#8217;autodeterminazione</span></strong><span style="color: black">.</span><strong><span style="color: black">&#8220;</span></strong></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: black"><strong>E&#8217; ovviamente necessaria una breve presentazione di questa figura carismatica che, poco conosciuta fuori dal contesto tirolese, rappresenta comunque un irrinunciabile pezzo di storia politica locale</strong>. Classe 1951, altoatesina di nascita, è figlia di Georg Klotz, personaggio di spicco del <strong><i>Befreiungsausschuss </i><i>Südtirol </i>(Fronte di liberazione del Sudtirolo)</strong>, organizzazione terroristica che promuoveva, principalmente attraverso attentati dinamitardi, <strong>la secessione dall&#8217;Italia in favore di un ritorno all&#8217;Austria</strong>.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Referendum-Sud-Tirol.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1784" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Referendum-Sud-Tirol-206x300.jpg" alt="Referendum Sud Tirol" width="206" height="300" /></a></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: black"><strong>Eva Klotz inizia il suo cammino politico negli anni &#8217;70 con la <i>Heimatbund, </i>anni ancora caldi della trattativa politica tra Provincia di Bolzano e governo centrale circa l&#8217;Autonomia</strong>, e nel contesto di sempre rinnovate vertenze internazionali con l&#8217;Austria,</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: black">Nel 1989, contribuisce a fondare, con alcuni dissidenti della linea moderata della SVP,<strong> l&#8217;</strong></span><strong><i><span style="color: #252525">Union für Südtirol</span></i></strong><span style="color: #252525"><strong>, tra le cui fila verrà eletta fino al 2003. Il 2007 è l&#8217;anno della svolta: in contestazione con alcuni dirigenti, abbandona il partito da lei stessa fondato e lancia un nuovo soggetto politico, la <i>Süd-Tiroler Freiheit,</i> che fagociterà gran parte dell&#8217;elettorato indipendentista danneggiando principalmente l&#8217; <i>Union für Südtirol</i></strong>. Alle elezioni provinciali del 2008 ottiene così un discreto 4.9% con oltre 14 mila voti, mentre alla successiva tornata del 2013 conosce un margine di crescita per certi versi inaspettato, arrivando al 7.2% con circa 20mila voti e attestandosi come quarta forza della Provincia.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: #252525"><strong>Eva Klotz e la sua nuova formazione rimangono fino ai giorni nostri al centro di numerose polemiche: dalla definizione dei terroristi del BAS come “combattenti per la libertà”, alla pubblicazione di manifesti provocatori, come quello in cui una scopa di saggina spazza via il tricolore italiano per far posto alla bandiera del Tirolo</strong>, iniziativa che è costata alla Pasionaria una condanna per vilipendio alla bandiera. <strong>Recentemente la stessa leader altoatesina aveva partecipato ad un convegno nel contesto della festa di Pontida promossa dalla Lega Nord, peraltro sotto campagna elettorale per le elezioni europee.</strong></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: #252525">Dopo questo breve excursus arriviamo al 2 dicembre scorso, data del suo addio al <i>Landtag</i>, dove con una standing ovation, <strong>è stata applaudita da esponenti di tutti gli schieramenti politici e dallo stesso Presidente della Provincia Arno Kompatscher</strong>.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/eva_klotz_orff_04.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1785" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/eva_klotz_orff_04-300x240.jpg" alt="eva_klotz_orff_04" width="300" height="240" /></a></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: #252525"><strong>Lascia così il suo ruolo istituzionale una figura storica, amante di un vecchio modo di fare politica</strong> &#8211; famosa rimane la ciocca dei suoi capelli che lei stessa donò a Ruggero Benussi, ex soldato della RSI e uno tra i suoi principali nemici politici, quando questi si ritirò a vita privata – <strong>ma lascia anche diverse incognite per il futuro del suo partito</strong>: a sostituirla nel Consiglio Provinciale sarà </span><span style="color: #111111">Myriam Atz Tammerle, giovane di 34 anni, i cui obiettivi politici dichiarati sono: <strong>«La difesa delle tradizioni, l&#8217;autodeterminazione e la libertà per il Sudtirolo»</strong>; mentre potrebbe assumere un ruolo più rilevante all&#8217;interno del partito </span><span style="color: #252525">l&#8217;attuale numero due di Eva Klotz, Sven Knoll, anch&#8217;egli di 34 anni <strong>e già al centro di inchieste giornalistiche su presunti legami con l&#8217;estrema destra pangermanista europea</strong>.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify"><span style="color: #252525">In conclusione, l&#8217;addio parziale della Klotz alla militanza potrebbe quindi avere, oltre alle ragioni personali, motivazioni strategiche nel lasciare la guida del suo partito a una cerchia di giovani senz&#8217;altro fedeli alla sua linea,<strong> ma con migliori capacità espressive e propagandistiche nel contesto socio-politico contemporaneo</strong>.</span></p>
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		<title>Donbass e Repubblica Sociale, quell&#8217;ipocrisia delle etichette &#8220;sinistrate&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 08:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanbattista Varricchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A fianco del Donbass antifascista. Contro USA, UE e NATO, la scritta che leggo sul muro è firmata da uno dei tanti centri sociali operativi a Roma Sud, non mi sorprende: so che se riesci a dare l&#8217;aggettivo di “antifascista” a una qualunque battaglia &#8211; politica o metapolitica che sia &#8211; la teppaglia dello squadrismo rosso si prodigherà a farne bandiera il prima possibile. Sorge però spontaneo un doveroso, per quanto forse originale parallelo storico: come si fa, c&#8217;è da chiedersi, a conciliare gli slogan a sostegno delle Repubbliche Popolari in questione con altri slogan &#8211; come il classico “25]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium"><span title="A" class="cap"><span>A</span></span><strong> <em>fianco del Donbass antifascista. Contro USA, UE e NATO</em>, la scritta che leggo sul muro è firmata da uno dei tanti centri sociali operativi a Roma Sud</strong>, non mi sorprende: so che se riesci a dare l&#8217;aggettivo di “antifascista” a una qualunque battaglia &#8211; politica o metapolitica che sia &#8211; la teppaglia dello squadrismo rosso si prodigherà a farne bandiera il prima possibile.</span></p>
<p align="left"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Armata-Donbass.jpg"><img class=" wp-image-1320 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Armata-Donbass-266x300.jpg" alt="Armata Donbass" width="297" height="335" /></a></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Sorge però spontaneo un doveroso, per quanto forse originale parallelo storico: come si fa, c&#8217;è da chiedersi, <strong>a conciliare gli slogan a sostegno delle Repubbliche Popolari in questione con altri slogan &#8211; come il classico “25 Aprile SEMPRE” &#8211; volti alla condanna senza se e senza ma della Repubblica Sociale Italiana?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">La discrasia intellettuale di questa sinistra, a tal riguardo, è più evidente di quanto non possa apparire in un primo momento: l&#8217;esperienza della Repubblica Sociale e quella delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk – ma si potrebbero inserire altri casi come la Transnistria- hanno notevoli affinità, al netto delle diverse circostanze storiche, sia dal punto di vista della loro genesi, sia, almeno in parte, dal punto di vista ideologico.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Per quanto attiene al fattore genetico infatti, <strong>è facilmente riscontrabile come, sia la R.S.I. che la cosiddetta <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/05/25/donetsk-e-lugansk-unite-in-nuova-russia_99910189-5ea7-4d53-a62f-cb4d54cc83e2.html" target="_blank">Nuova Russia</a> (progetto statuale federativo delle realtà separatiste a Donetsk e Lugansk), siano sorte in contesti bellici e, particolarmente, a seguito di un cambio radicale al governo centrale del Paese</strong>. </span></p>
<div id="attachment_1318" style="width: 449px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-1318" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Aquila-devasta-Pravy-Sektor-300x225.jpeg" alt="Aquila devasta Pravy Sektor" width="439" height="329" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;aquila della Nuova Russia che strappa le insegne del Pravy Sektor, gruppo terrorista ucraino.</p></div>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Sotto il profilo ideologico è evidente il nazionalismo che anima le dette Repubbliche, sorte appunto con la volontà di liberazione del proprio popolo di riferimento (etnicamente individuato); sotto lo stesso profilo è, altresì, individuabile negli U.S.A. e (soprattutto per quanto attiene al Donbass) nell&#8217;apparato politico sovranazionale dell&#8217;Occidente, un comune nemico, fautore e promotore di un liberalismo morale ed economico osteggiato tanto dalla Repubblica Sociale che dalle Repubbliche Popolari.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Interessante ed ironica si fa, a questo punto, la posizione dei centri sociali, la cui ipocrisia a riguardo può essere criticata sotto due aspetti: il primo, quello attinente alla condanna della Repubblica “fascista”; l&#8217;altro attinente alla difesa del Donbass “antifascista”.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Riguardo al primo aspetto, infatti viene da chiedersi perché la sinistra radicale non guardi almeno con simpatia all&#8217;impianto politico e programmatico della R.S.I., <strong>che può esser definita</strong> – almeno nelle sue dichiarazioni di intenti – <strong>come l&#8217;esperienza statuale italiana più vicina al socialismo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">In effetti basterebbe leggere il <a href="http://www.larchivio.org/xoom/cartadiverona.htm" target="_blank">Manifesto di Verona</a>, documento programmatico del fascismo repubblicano, per rendersi conto di quanto la Repubblica fascista avrebbe potuto essere baluardo contro all&#8217;ideologia liberale e all&#8217;<i>American way of life</i>, i quali sarebbero diventati dominanti nell&#8217;italietta del dopoguerra, vassalla fedele della NATO e dell&#8217;UE.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Tornando al Manifesto di Verona, <strong>notiamo al punto 10 un abbozzo di quella che oggi definiremmo “funzione sociale della proprietà”; per non parlare della cogestione delle aziende ad opera delle rappresentanze operaie per la fissazione dei salari e la ripartizione degli utili secondo criteri di equità (punto 12).</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><strong><span style="font-size: medium">Al punto 13 troviamo addirittura la possibilità di esproprio delle terre incolte o mal gestite, le quali sarebbero state poi lottizzate tra gli stessi braccianti.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Oltre a ciò, si riscontra la promozione del &#8211; tanto sbandierato a sinistra &#8211; diritto alla casa (punto 15) e la fissazione di minimi salariali a livello nazionale (punto 17).</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Un&#8217;impostazione decisamente socialisteggiante &#8211; che aveva infatti trovato sostegno in personaggi singolari come il comunista Nicola Bombacci, e prima ancora nel noto storiografo Delio Cantimori che, a guerra finita passò al Partito Comunista &#8211; peccato non avesse il titolo di “Repubblica Popolare” (sebbene lo stesso <a href="http://1.bp.blogspot.com/-1F5Ws_EjT6k/UMG9QX37OVI/AAAAAAAAHkg/znbfCPJXIoE/s1600/corsera+annuncio+18+punti+di+VR.JPG" target="_blank">Corriere della Sera</a> non esitò a definirla così) e quindi non può piacere ai compagni nostrani.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">E&#8217; vero, si potrebbe eccepire il carattere reazionario (punto 6) e nazionalista (punto 18) che animava il documento sopracitato, <strong>ma qui la contraddizione diventa palese se lo si raffronta con le basi ideologiche delle tanto acclamate Repubbliche Popolari del Donbass.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Declinare l&#8217;antifascismo dichiarato dai militanti filo-russi è questione certamente complessa, ma senz&#8217;altro non corrisponde all&#8217;ideologia pacifista, internazionalista e ateizzante promossa dai fan della canna libera e del relativismo etico.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">L&#8217;antifascismo del Donbass è, in primis, parte integrante della storia della Russia sovietica: non sfugge infatti il parallelo tra la “grande guerra patriottica” con la quale l&#8217;URSS respinse l&#8217;iniziativa militare dell&#8217;Asse sul proprio territorio, <strong>e la guerra civile attuale nell&#8217;est Ucraina, che vede impegnate sul fronte di Kiev organizzazioni politiche e paramilitari di ispirazione neo-nazista quali il <i>Pravy Sector</i>, il battaglione Azov e il battaglione Donbass</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><strong><span style="font-size: medium">Questo antifascismo però, dimostra alla prova dei fatti, peculiarità che lo rendono quanto mai distante dalla visione del mondo portata avanti dai centri sociali nostrani: è stato rilevato – sebbene le fonti a riguardo non siano molte – che la Costituzione della Repubblica Popolare di Donetsk sosterrebbe apertamente la famiglia tradizionale, oltrech</span><span style="font-size: medium">é</span></strong><span style="font-size: medium"><strong> il diritto alla vita del nascituro, per non parlare dell&#8217;Ortodossia come religione di stato </strong>(le fonti <a href="http://www.eastjournal.net/ucraina-altro-che-compagni-la-repubblica-di-donetsk-e-lombra-nera-di-aleksandr-dugin/46773" target="_blank">qui </a>e <a href="https://crisiglobale.wordpress.com/2014/05/21/focus-ucraina-repubblica-di-donetsk-sempre-piu-a-destra-verso-la-russia/" target="_blank">qui</a>).<strong> In ogni caso, se anche queste informazioni non risultassero vere, ci sono diverse altre prove che l&#8217;antifascismo militante in salsa filo-russa non è in alcun modo paragonabile a quello comunemente inteso nel nostro Paese;</strong> basta vedere chi è effettivamente al comando dei ribelli: personaggi come Igor Strelkov, il quale in un&#8217;<a href="http://souloftheeast.org/2014/10/31/a-russian-centurion/" target="_blank">intervista</a> ha avuto modo di affermare: </span><span style="font-size: medium"><i>“</i></span><span style="font-size: medium"><i>La gente del Donbass combatte per la propria terra</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>la terra degli antenati</i></span><span style="font-size: medium"><i>.(&#8230;) </i></span><span style="font-size: medium"><i>La gente del Donbass lotta per la Giustizia</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>per il diritto di essere russi</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>per la cultura russa</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>per l&#8217;Ortodossia</i></span><span style="font-size: medium"><i>. (…) </i></span><span style="font-size: medium"><i>la verità è con loro, ma sopratutto Dio è con loro</i></span><span style="font-size: medium"><i>”. </i></span><span style="font-size: medium">Si potrebbe, d&#8217;altronde anche citare uno dei suoi aiutanti, Igor Druz, il quale titola un suo recente articolo sulla Nuova Russia con un poco fraintendibile <i>“</i><i><a href="http://ruskline.ru/analitika/2014/09/06/my_russkaya_kontrrevolyuciya/" target="_blank">Мы &#8211; русская контрреволюция</a>”</i> (= Noi, la controrivoluzione russa).</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium"><strong>Idealismo, sentimento religioso marcatamente ortodosso, nazionalismo panrusso sono quindi ingredienti imprescindibili per questi combattenti; chissà cosa ne potrebbero pensare quei simpaticoni della <a href="http://www.punkadeka.it/wp-content/uploads/2014/07/BANDABASSOTTI_NOPASARAN.jpg" target="_blank">Banda Bassotti</a> (anche loro accaniti fan degli antifà dell&#8217;est ucraino) nel vedere, ad esempio l&#8217;<a href="http://www.gettyimages.co.uk/detail/news-photo/pro-russian-fighters-sit-ontop-of-a-tank-in-starobesheve-news-photo/454426238" target="_blank">icona del Cristo <i>Pantokrator</i></a> sui carri armati dei loro partigiani</strong>.</span></p>
<div id="attachment_1321" style="width: 440px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Bandiera-Pantokrator.jpg"><img class="wp-image-1321" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Bandiera-Pantokrator-300x168.jpg" alt="Bandiera Pantokrator" width="430" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">La bandiera del Christos Pantokrator usata in battaglia dalla Milizia Ortodossa e portata in piazza a Roma dal Coordinamento Solidale per il Donbass a ottobre.</p></div>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">A conclusione di questa, purtroppo non brevissima, disamina, non si può non concordare con <strong>un filosofo di spessore come Costanzo Preve, il quale affermava, riguardo ai ragazzi dei centri sociali</strong>: <em>Privi di qualsiasi ragion d&#8217;essere storica, costoro, composti di semianalfabeti, intontiti dalla musica che ascoltano abitualmente ad altissimo volume e dallo spinellamento di gruppo, hanno una cultura della mobilitazione, dello scontro e della paranoia del fascismo esterno sempre attuale, ed è del tutto inutile porsi in un razionale atteggiamento dialogico, che pure potrebbe teoricamente chiarire moltissimi equivoci. Ma il paranoico non è un interlocutore</em>.</span></p>
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