<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Andrea Purpura</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/author/andreapurpura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>La Russia sospende il &#8220;Southstream&#8221;</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/la-russia-sospende-il-southstream/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/la-russia-sospende-il-southstream/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 15:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Purpura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[ENI]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[GAS]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=285</guid>
		<description><![CDATA[Se ben intendo i miei ricordi da liceale, per quanto questi siano lontani, quasi trecento anni addietro, uno dei più grandi scienziati della storia, Isaac Newton, pubblicava la sua opera maxima, i c.d. “Principi Matematici di Filosofia Naturale”. Tra i tre principi della dinamica, questo il modo in cui il fisico e matematico inglese aveva denominato quella speciale branca della fisica studiante il moto dei corpi e l’influenza che agenti esterni possono avere su esso, ritengo sia il terzo a potere essere preso in considerazione come esemplificazione del caso di specie; per chiarezza, il terzo principio della dinamica prevede che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>e ben intendo i miei ricordi da liceale, per quanto questi siano lontani, quasi trecento anni addietro, uno dei più grandi scienziati della storia, Isaac Newton, pubblicava la sua <i>opera maxima</i>, i c.d. “Principi Matematici di Filosofia Naturale”.<br />
Tra i tre principi della dinamica, questo il modo in cui il fisico e matematico inglese aveva denominato quella speciale branca della fisica studiante il moto dei corpi e l’influenza che agenti esterni possono avere su esso, ritengo sia il terzo a potere essere preso in considerazione come esemplificazione del caso di specie; per chiarezza, il terzo principio della dinamica prevede che ad ogni azione corrisponda una reazione uguale e contraria.<br />
Il pensiero è sintetizzabile nell’espressione “Azione e Reazione” ed è riassumibile proprio in questa espressione quanto dichiarato tanto da parte del primo ministro Russo, nonché uomo più potente del mondo secondo <i>Forbes,</i> Vladimir Putin, quanto da Gazprom, compagnia russa leader nella vendita di gas; in data 4 dicembre 2014 questi hanno infatti definito come “non proseguibile” il progetto denominato <i>“South Stream”, </i>non lasciando aperte le porte, almeno momentaneamente, ai ripensamenti.<br />
<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/south-stream.jpg"><img class="wp-image-286 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/south-stream-300x238.jpg" alt="south stream" width="376" height="298" /></a><br />
Cerchiamo di capire cosa si intenda per South Stream : si tratta, o, per meglio dire, si sarebbe trattato di un progetto all’avanguardia avente come obiettivo la creazione di un nuovo gasdotto il quale avrebbe dovuto collegare Unione Europea e Russia passando attraverso il Mar Caspio e giungendo infine al cuore dell’Europa o passando per la Grecia, culminando, infine, in Italia, ovvero risalendo la penisola balcanica per raggiungere l’Austria.<br />
Il progetto prese vita nel 2007, fondandosi sia sull’accordo tra Italia, Russia e Francia, che sulla partnership delle rispettive società che seguono: Saipem, società parte del gruppo ENI e controllata dello stesso, Gazprom ed infine EDF.<br />
In un secondo momento, delineati i caratteri generali del progetto prima e la estensione dello stesso poi, vennero coinvolti altri stati il cui inserimento all’interno dell’accordo, oltre che riconducibile al valore dei partner stessi, sarebbe stat funzionale al passaggio del gas fino alle destinazioni prestabilite; si sta facendo riferimento a Bulgaria, Serbia e Grecia.<br />
Dal punto di vista cronologico, il biennio tra il 2009 ed il 2010 rappresenta un lasso di tempo all’interno del quale vengono avviati i lavori che, stando agli accordi presi dalle parti contraenti, sarebbero dovuti terminare entro il 2015 per quanto concerne la prima linea, ed entro il 2017 per le restanti.<br />
Probabilmente i lavori saranno proceduti a rilento o con difficoltà burocratiche ma quel che oggi possiamo certamente affermare è che <i>South Stream</i> non troverà conclusione.<br />
Stando alle dichiarazioni riportate dai media durante i giorni appena trascorsi, la causa dell’arresto dei lavori e della rinuncia definitiva ed irrevocabile da parte della Russia nsl proseguire le operazioni necessarie a terminare il progetto, starebbe nel rifiuto, per molti inaspettato, da parte del governo bulgaro di lasciar costruire e conseguentemente acconsentire al passaggio del gas attraverso il proprio territorio; rifiuto che avrebbe comportato un ulteriore rallentamento.<br />
In realtà, a detta di molti, e anche secondo il parere di chi scrive, le ragioni dell’improvvisa frenata russa starebbe in una rivendicazione meditata e voluta da Putin come risposta alle sanzioni che l’Unione Europea non aveva esitato a emanare nei confronti del paese da lui guidato, come conseguenza dei gravi scontri verificatisi in Crimea proprio tra Russia e Ucraina.<br />
Quello in questione si aggiunge ad altri messaggi non celati ed inviati dalla Russia tanto all’UE quanto agli Stati Uniti d’America.<br />
Certo è che le dinamiche che muovono ed orientano la politica internazionale sono numerosissime e non determinabili a priori tanto nella quantità quanto, soprattutto, negli effetti che la loro sinergia o assenza di questa possano provocare.<br />
Ciononostante, alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal primo ministro russo e dell’improvvisa cessazione di qualunque attività legata al progetto “South Stream” ritengo possibile affermare che gli aspetti “chiari” della vicenda possano essere considerati i seguenti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>&lt;L’Italia, così come gli altri paesi, esce dal progetto come “nullatenente”</li>
</ol>
<p>Qualora ciò non bastasse, l’unico “guadagno” sarà un danno economico di circa 270 milioni di euro per Saipem, acronimo di Società Anonima Italiana Perforazioni e Montaggi, nonché la perdita di un appalto da 2 miliardi di euro.</p>
<ol style="text-align: justify;" start="2">
<li>Un forte segnale lanciato dalla Russia all’Europa, attraverso il quale la prima potrebbe aver voluto confermare la propria indipendenza nonché indifferenza dapprima rispetto ad un così grosso progetto quale South Stream sarebbe potuto essere.</li>
</ol>
<ol style="text-align: justify;" start="3">
<li>La storia ci insegna che parlare di definitività e politica internazionale è impossibile;pertanto nutro speranze in un passo indietro da parte della Russia.</li>
</ol>
<p>Certo è, tuttavia, che qualora vi fosse un ripensamento, questo, non sarebbe incondizionato.<br />
Che quello del South Stream sia l’ultimo dei numerosi moniti o messaggi non eccessivamente codificati inviati dalla Russia al mondo occidentale confermato da una bozza di accordo firmata da quest’ultima con la Turchia, accordo attraverso il quale il “gelido paese” si sarebbe preliminarmente impegnato tanto ad applicare uno sconto del 15% sulle forniture di Gas, quanto ad intensificare i contatti per ulteriori progetti futuri.<br />
Ciò posto, le domande, probabilmente ovvie e retoriche ma che immagino sorgano spontanee, sono le seguenti: Che, quel che è successo sia frutto del caso e non rivendicazione? O che sia tutto un grande disguido?<br />
Noi questo non possiamo saperlo e saranno soltanto i mesi e gli anni che verranno a dircelo; tuttavia ci tocca dare ragione ad un vecchio politico italiano il quale era solito affermare che “a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso, ci si indovina.”<br />
Mai parole furono più vere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/la-russia-sospende-il-southstream/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Isis, minaccia islamica contro l’occidente</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/isis-minaccia-islamica-contro-loccidente/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/isis-minaccia-islamica-contro-loccidente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 15:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Purpura]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=282</guid>
		<description><![CDATA[IS, ISI o ISIS, indipendentemente dalla denominazione attraverso la quale si decida di farvi riferimento, il sedicente Stato Islamico guidato dal Califfo Abu-Bakr al-Baghdadi, continua tanto a intimorire quanto a sconcertare non soltanto l’occidente ma, ritengo sia possibile affermarlo con estrema sicurezza, tutti coloro i quali siano in grado di comprendere cosa il rispetto della dignità umana, il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza di ogni individuo siano. L’ISIS è sì macabro sadismo, ma non solo. L’ISIS si mostra al mondo come una nuova, vera e propria, formazione terroristica palesemente ispirata al fondamentalismo islamico e che, al pari]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>S, ISI o ISIS, indipendentemente dalla denominazione attraverso la quale si decida di farvi riferimento, il sedicente <b>Stato Islamico guidato dal Califfo Abu-Bakr al-Baghdadi</b>, continua tanto a intimorire quanto a sconcertare non soltanto l’occidente ma, ritengo sia possibile affermarlo con estrema sicurezza, tutti coloro i quali siano in grado di comprendere cosa il rispetto della dignità umana, il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza di ogni individuo siano. <b>L’ISIS è sì macabro sadismo, ma non solo</b>.</p>
<p>L’ISIS si mostra al mondo come una nuova, vera e propria, formazione terroristica palesemente ispirata al fondamentalismo islamico e che, al pari di altre organizzazioni (Al-Qaeda) sorte in questi ultimi decenni, non esita a <b>manifestare una radicale avversione verso il mondo occidentale</b> e tutto ciò che quest’ultimo ha rappresentato fino a oggi. In linea di principio, <b>l’egemonia del califfato dovrebbe potersi estendere a tutto il mondo islamico</b>. Risulta difficile, se non impossibile, censire i membri attivamente operanti in qualità di militanti tra le fila dell’ISIS.<br />
Ciononostante, di contro, è apparso più semplice determinare, almeno fino a oggi, la provenienza degli affiliati all’esercito: questi, infatti, <b>proverrebbero perlopiù da quello che è stato definito come “libero esercito siriano”</b> (sarebbero più di 6.500 i soldati siriani unitisi all’ISIS nel luglio di quest’anno).<br />
Malgrado la tempestiva reazione posta in essere dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti d’America, <b>la situazione appare ulteriormente aggravata</b> nel momento in cui si volge lo sguardo oltre la singola organizzazione, concentrandoci, per esempio, sulla collocazione territoriale della stessa; questa, infatti, ponendosi nel cuore dell’area medio-orientale, rappresenta <b>una minaccia tanto verso il “polmone” energetico del pianeta</b>, inevitabilmente fulcro di pesantissimi interessi economici, quanto <b>verso gli equilibri mondiali già sufficientemente precari</b> prima ancora dell’avvento, o, per meglio dire, ritorno dello Stato Islamico.<br />
<b>Il fanatismo religioso e la carica ideologica anti-occidentale</b>, che formano la base “culturale” dell’ISIS, rischiano di dare al sedicente Stato islamico una forza travolgente e dilagante anche in aree prossime al medio-oriente, come l’Africa settentrionale, nella quale vi sono Paesi, tra tutti Libia e Algeria, che, dopo la “primavera africana”, stanno attraversando una fase di grande turbolenza, tale da potere essere un filo conduttore verso gravissime derive fondamentaliste.<br />
Ciò risulta avallato da quanto accaduto il tredici novembre scorso, <b>ovvero la decapitazione di un attivista libico</b> per mano di alcuni membri dell’Ansar al Sharia, gruppo libico, giustappunto affiliato all’ISIS.</p>
<p>Quel che va pian piano emergendo e imponendosi è non soltanto l’immagine di una organizzazione terroristica che, <b>se non contrastata adeguatamente potrebbe farsi portatrice di azioni ancora più gravi</b> rispetto a quelle realizzate fino a oggi, ma anche, e soprattutto, una entità riconosciuta ed eretta a simbolo di un più grande sentimento e spirito sia di rivolta che di guerra, connotata da una sempre più rapida diffusione capillare. Questo deve essere assolutamente oggetto di riflessione.<br />
A tal proposito quel che preoccupa maggiormente è il riscontro che il movimento sta ottenendo anche all’interno dei confini europei.<br />
Stando a quanto riportato dai servizi di intelligence e organismi antiterrorismo, sarebbero circa <b>quattromila i francesi assoldatisi liberamente al sedicente Stato Islamico</b> e altri tremila i volontari provenienti da altre nazioni europee, tra le quali anche l’Italia.<br />
Si tratta di un numero irrilevante, o quasi, se confrontato alle forze militari delle quali dispongono le nazioni della coalizione anti-ISIS, ma che non può lasciare indifferenti nel momento in cui si pensi che alla base dello Stato Islamico stia <b>un radicato odio proprio verso l’Europa</b> e, in generale, l’occidente.<br />
Quanto detto fin qui trova ulteriore conferma nelle dichiarazioni che già a settembre erano state rilasciate da Gilles de Kerchove, coordinatore europeo antiterrorismo.<br />
È un eufemismo affermare quanto non sia semplice controllare ed arginare un nemico come quello del quale si è detto fin qui, ma <b>si può certamente nutrire una più che fondata speranza nel “buon esito” delle azioni militari programmate dalla coalizione</b>, perché questa risulta maggiormente munita e tecnologizzata dal punto di vista militare rispetto al proprio avversario.</p>
<p>Che questo possa giustificare un profondo respiro di sollievo? Sì.</p>
<p>Ma è bene si resti sempre coscienti del fatto che esistano movimenti, strategie e “migrazioni” che anche le più moderne tecnologie non possono tenere sotto controllo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/isis-minaccia-islamica-contro-loccidente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
