09:23 am
29 June 2017

La risposta di Varoufakis a Renzi (TRADUZIONE INTEGRALE)

La risposta di Varoufakis a Renzi (TRADUZIONE INTEGRALE)

Pubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell’originale http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l’insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare. 

Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca qui per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a mare. La sua è una illusione motivata. Lo scorso luglio “loro” si sono “sbarazzati” di qualcosa di molto più importante rispetto a me. Qui c’è il mio messaggio al primo ministro italiano…

Il signor Renzi mi dipinge come un apostata che ha lasciato SYRIZA e che adesso si trova nella savana della politica. La verità è più complessa. Diversamente da molti dei miei compagni, io sono rimasto leale al programma di SYRIZA che ci ha visto eletti quel 25 gennaio come il partito unito che ha ridato la speranza ai Greci e ai popoli Europei. Speranza per cosa? Speranza di farla finita una volta per tutte con le formule di salvataggio “extend-and-pretend” [quelle in cui si dilazionano i termini del prestito e si riducono i tassi di interesse, pretendendo alla nuova scadenza il suo ammontare e gli interessi sugli interessi n.d.r.], che costano all’Europa un caro prezzo, e che hanno condannato la Grecia alla depressione permanente facendoci presagire altre politiche fallimentari per il resto d’Europa.

Cos’è successo? Sotto la coercizione formidabile dei governanti europei, compreso il signor Renzi (il quale si è rifiutato di discutere in modo avveduto le proposte della Grecia) il mio primo ministro, Alexis Tsipras, è stato soggetto il 12 e 13 luglio ad incredibili prepotenze, a manifeste intimidazioni e ricatti, a pressioni inumane. Il signor Renzi ha giocato un ruolo di primo piano nella gazzarra, ha contribuito ad “ammorbidire” Alexis con la “tattica del poliziotto buono”, ripetendo sempre la stessa solfa: “se non cedi ti distruggono – per favore digli di sì”.

Alexis ed io abbiamo diviso le nostre strade perché eravamo in disaccordo sul fatto che “loro” stessero bluffando o meno, e sul fatto che noi, in ogni caso, avessimo avuto o non avessimo avuto il diritto morale e politico di firmare l’ennesimo accordo che non avremmo potuto onorare, consegnando le chiavi di quello che è rimasto allo stato Greco ad una troika spietata. È stato, e rimane, un dissidio tra me e Alexis.

In seguito a questa divergenza, Alexis ha forzato una inversione a U nella politica di SYRIZA riguardo i prestiti extend-and-pretend (accettandoli per la prima volta nella storia di SYRIZA, seppur come mali necessari), e di conseguenza, una larga fetta di membri del partito ha deciso che non poteva seguirlo ancora, giù per questo cammino. È non è stato solo il segmento di Unità Popolare ad aver lasciato. C’è stata gente come Tasos Koronakis, il segretario del partito, io stesso e molti, molti altri che non hanno mai condiviso l’agenda di Unità Popolare. Noi non fummo apostati, solo compagni che non credevano che SYRIZA dovesse diventare il nuovo PASOK, che non hanno voluto ingrossare le fila dei partiti scheggia, frammenti di altri, come Unità Popolare; e che hanno scelto di stare fuori da queste tristi elezioni parlamentari, che non avrebbero dovuto (e non l’hanno fatto), produrre un parlamento in grado di dar vita ad un programma di riforme effettivamente realizzabile per la Grecia.

Torniamo a Mr. Renzi adesso.

Mr. Renzi, ho un messaggio per te. Puoi rallegrarti quanto vuoi riguardo al fatto che non sono più ministro delle finanze, e nemmeno in parlamento. Ma non ti sei affatto “sbarazzato” di me. Io sono politicamente vivo e scalciante, come mi ricorda la gente quando cammino per le strade del tuo bellissimo paese. No, quello di cui ti sei sbarazzato, partecipando a quella ignobile orgia contro Alexis Tsipras e la democrazia greca lo scorso luglio, è stata la tua integrità personale di democratico europeo. E, può darsi, anche della tua anima. Grazie al cielo questa non è una cosa irreversibile. Ma prima devi fare ammenda seriamente. Non vedo l’ora che tu possa di nuovo tornare ad essere uno dei democratici d’Europa.

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Matteo Renzi

Ci sono due tipi di persone, da una parte quelli che partecipano allo sviluppo di un determinato pensiero (o nella politica, quelli che prendono le decisioni necessarie ad attuare un certo piano), e dall’altra parte ci sono gli stupidi. I secondi fanno tutto quello che fanno i primi, e si distinguono soltanto quando parlano: si illudono di essere dotati dicendo quello che gli altri presumibilmente pensano, ma non si sognerebbero mai di dire.

Credo che il commento alla dichiarazione odierna di Renzi possa essere ridotto a questa affermazione generale.

Traduzione e commento di Eugenio Runco.

Grassetto nostro.

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