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	<title>Commenti a: In difesa di Martin Heidegger. Contro l&#8217;inautenticità della società capitalista</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Di: gabrielerepaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabrielerepaci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2015 18:31:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ti ringrazio per questo esaustivo e (fin troppo) elogiativo commento. Ho sentito la necessità di intervenire su questo tema dopo aver preso l&#039;almanacco della filosofia di micromega e aver letto tutta una serie di articoli volti a distruggere non tanto la figura storica di Heidegger quanto a condannare alla damnatio memoriae tout court il suo pensiero. Io credo che questo attacco nei confronti della figura del «mago di Messkirch» non sia casuale ma conforme alla delegittimazione operata dalla cosiddetta filosofia analitica di matrice angloamericana oggi dominante nei confronti di quella europea.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti ringrazio per questo esaustivo e (fin troppo) elogiativo commento. Ho sentito la necessità di intervenire su questo tema dopo aver preso l&#8217;almanacco della filosofia di micromega e aver letto tutta una serie di articoli volti a distruggere non tanto la figura storica di Heidegger quanto a condannare alla damnatio memoriae tout court il suo pensiero. Io credo che questo attacco nei confronti della figura del «mago di Messkirch» non sia casuale ma conforme alla delegittimazione operata dalla cosiddetta filosofia analitica di matrice angloamericana oggi dominante nei confronti di quella europea.</p>
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		<title>Di: Francesco Morello</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/03/19/in-difesa-di-martin-heidegger-contro-linautenticita-della-societa-capitalista/#comment-85</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Morello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 11:37:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bravissimo! 
Non so quanto la diffamazione sia pilotata, non so quanto Heidegger sia ancora pericoloso per certi interessi, ma comunque bravissimo!
Era fondamentale prendere posizione su questo tema, che a mio avviso illumina in modo spietato anche un clamoroso errore metodologico: interpretare gli eventi storici come cause necessarie o conseguenze inevitabili di certe riflessioni filosofiche. Figurati che ho letto su un blasonato libro sulla storia di Weimar che la critica al &quot;Man-&quot; di Heidegger (cioè alla spersonalizzazione del &quot;Si-muore&quot;, &quot;Si-dice&quot;, &quot;Si-fa-questo e quest&#039;altro&quot;, per i non addetti ai lavori) è l&#039;espressione della sua opposizione al pluralismo democratico (sic!). Lo storicismo tocca a volte vette di ridicolo come queste...
Il pensiero di Heidegger è certamente  intriso di riferimenti culturali ad un mondo chiuso e contadino, e il suo pensare per &quot;origini&quot; a volte dimentica l&#039;imprescindibile ruolo emancipatore della tecnica. Tuttavia la sua analitica esistenziale, se anche possa esser sorta solo su un terreno fascista è, per esprimersi nel modo più neutrale possibile, un buon modello di interpretazione per il nostro essere nel mondo e al mondo.
Ma in definitiva questi sono tutti pseudo-problemi, se heidegger lo si studia invece di citarlo. Se si legge essere e tempo attentamente, si capisce abbastanza chiaramente che la sua non è un&#039;opposizione alla chiacchiera alla curiosità e, in sostanza, all&#039;inautentico. Heidegger rifugge un tale eroismo, anzi, la nostra esistenza è permanentemente nella deiezione e dunque proiettata nell&#039;inautentico. Quello che Heidegger prospetta con l&#039;&quot;autentico&quot; non è una fuga dall&#039;inautentico, ma un &quot;diverso afferramento di esso&quot;. Dunque poteva essere nazista e anti-parlamentare quanto si vuole, ma alla fine nel suo libro ha deciso di scrivere che l&#039;inautenticità (nel quale certi pazzi appunto scorgono persino la repubblica parlamentare) non è qualcosa che possa essere messo da parte come un qualcosa di insignificante, ma una modalità costante del nostro esistere. Il punto per Heidegger non è dunque opporre un esistenza autentica ad una inautentica (sarebbe un paradosso! L&#039;uomo è sempre compreso in entrambe le possibilità); semmai, la vera differenza sta nel modo in cui afferriamo l&#039;inautentico a partire dall&#039;essere afferrati dall&#039;inautentico.
Questo vale anche per la sua filosofia successiva. La metafisica, l&#039;oblio dell&#039;essere e il nichilismo non sono degenerazioni dell&#039;essere che un pensiero corrotto ha obliato e rinnegato. Tutt&#039;al contrario! L&#039;essere, secondo Heidegger, è per sua stessa essenza oblio, è storico, è differenza (anche da se stesso) si da sempre e solo nella rammemorazione e mai in modo immediato.
Infine senza Heidegger, non ci sarebbe la filosofia del &#039;900 punto.
Studiatela la filosofia, studiatela, invece di chiacchierare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravissimo!<br />
Non so quanto la diffamazione sia pilotata, non so quanto Heidegger sia ancora pericoloso per certi interessi, ma comunque bravissimo!<br />
Era fondamentale prendere posizione su questo tema, che a mio avviso illumina in modo spietato anche un clamoroso errore metodologico: interpretare gli eventi storici come cause necessarie o conseguenze inevitabili di certe riflessioni filosofiche. Figurati che ho letto su un blasonato libro sulla storia di Weimar che la critica al &#8220;Man-&#8221; di Heidegger (cioè alla spersonalizzazione del &#8220;Si-muore&#8221;, &#8220;Si-dice&#8221;, &#8220;Si-fa-questo e quest&#8217;altro&#8221;, per i non addetti ai lavori) è l&#8217;espressione della sua opposizione al pluralismo democratico (sic!). Lo storicismo tocca a volte vette di ridicolo come queste&#8230;<br />
Il pensiero di Heidegger è certamente  intriso di riferimenti culturali ad un mondo chiuso e contadino, e il suo pensare per &#8220;origini&#8221; a volte dimentica l&#8217;imprescindibile ruolo emancipatore della tecnica. Tuttavia la sua analitica esistenziale, se anche possa esser sorta solo su un terreno fascista è, per esprimersi nel modo più neutrale possibile, un buon modello di interpretazione per il nostro essere nel mondo e al mondo.<br />
Ma in definitiva questi sono tutti pseudo-problemi, se heidegger lo si studia invece di citarlo. Se si legge essere e tempo attentamente, si capisce abbastanza chiaramente che la sua non è un&#8217;opposizione alla chiacchiera alla curiosità e, in sostanza, all&#8217;inautentico. Heidegger rifugge un tale eroismo, anzi, la nostra esistenza è permanentemente nella deiezione e dunque proiettata nell&#8217;inautentico. Quello che Heidegger prospetta con l'&#8221;autentico&#8221; non è una fuga dall&#8217;inautentico, ma un &#8220;diverso afferramento di esso&#8221;. Dunque poteva essere nazista e anti-parlamentare quanto si vuole, ma alla fine nel suo libro ha deciso di scrivere che l&#8217;inautenticità (nel quale certi pazzi appunto scorgono persino la repubblica parlamentare) non è qualcosa che possa essere messo da parte come un qualcosa di insignificante, ma una modalità costante del nostro esistere. Il punto per Heidegger non è dunque opporre un esistenza autentica ad una inautentica (sarebbe un paradosso! L&#8217;uomo è sempre compreso in entrambe le possibilità); semmai, la vera differenza sta nel modo in cui afferriamo l&#8217;inautentico a partire dall&#8217;essere afferrati dall&#8217;inautentico.<br />
Questo vale anche per la sua filosofia successiva. La metafisica, l&#8217;oblio dell&#8217;essere e il nichilismo non sono degenerazioni dell&#8217;essere che un pensiero corrotto ha obliato e rinnegato. Tutt&#8217;al contrario! L&#8217;essere, secondo Heidegger, è per sua stessa essenza oblio, è storico, è differenza (anche da se stesso) si da sempre e solo nella rammemorazione e mai in modo immediato.<br />
Infine senza Heidegger, non ci sarebbe la filosofia del &#8216;900 punto.<br />
Studiatela la filosofia, studiatela, invece di chiacchierare.</p>
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