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29 June 2017

Cinafonini: dalla clonazione alla dominazione!

Cinafonini: dalla clonazione alla dominazione!

Dalla fine degli anni 2000 si è sviluppata in Europa, soprattutto in Italia, la mania dei cinafonini. All’inizio, ma anche oggi, si è sviluppato il mercato di questi terminali perché clonavano e clonano l’estetica e talvolta anche il software dei vari telefonini e smartphone più venduti. Tra i primi a subire la clonazione furono la Nokia e ovviamente gli iPhone, cioè i cellulari più venduti all’epoca. Basti pensare ai cloni dei Nokia E71, N97, N95 ed altri ancora e ai primi Cect, che clonavano l’iPhone 3G.

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Tenuto conto che i cloni continuano ad essere prodotti, anche se sono cambiati i modelli da clonare, alcune aziende cinesi si sono distinte. Parliamo di Huawei, Xiaomi, Meizu, Oppo e One Plus. Ebbene, perché si sono distinte dalle altre? Come ci sono riuscite? La strada per il successo non è stata semplice, ma si può certamente dire che i prezzi concorrenziali e nettamente più bassi dei marchi blasonati hanno aiutato molto, senza ovviamente rinunciare alla qualità. Xiaomi, Meizu e Oppo hanno puntato molto sulla personalizzazione dei loro sistemi operativi, basati comunque su Android, rispettivamente MIUI, FlyMe OS e Color OS. Tutti molto colorati e personalizzati rendono sicuramente gli smartphone di queste aziende più accattivanti. Inoltre non disdegnano la fascia bassa del mercato e hanno recentemente presentato le loro proposte per questo settore: Xiaomi Redmi 2, Meizu M1 e Oppo Mirror 3 che comunque hanno hardware di tutto rispetto con processori quadcore o octacore di Qualcomm o Mediatek e con un minimo di 1 GB di Ram. Huawei ha cominciato prima di tutte le altre a farsi un nome anche nei mercati smartphone europei, soprattutto grazie al Vodafone Ideos, che era proprio un modello Huawei. Subito dopo ha cominciato la commercializzazione dei suoi prodotti in Europa ufficialmente, tra i più innovativi l’Ascend P6, all’epoca il più sottile al mondo. Anche Huawei ha intrapreso la strada della personalizzazione del sistema operativo con la sua Emotion UI che ricorda molto iOS come funzionalità.

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Diverso il caso di OnePlus, che nel 2014 ha lanciato il suo primo e per il momento unico smartphone, il One, diventato famoso per molti motivi. Prima di tutto la modalità di acquisto che, tuttora, impedisce di comprare direttamente il telefono. Infatti l’acquisto è possibile solo se si ha un invito che si può ricevere da altri acquirenti oppure dalla casa madre stessa. Il sistema di acquisto è nato perché si prevedeva una richiesta elevata per il telefono, che puntualmente è avvenuta, essendo basso il prezzo richesto a fronte di caratteristiche da top di gamma. Il sistema operativo a differenza degli altri non è modificato in casa, ma è la famosa CyanogenMod, sistema operativo basato su Android di cui riprende quasi totalmente le fattezze, ma andando ad aggiungere alcune interessanti funzionalità di modding.

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Come non citare poi Lenovo, che produce oltre agli smartphone anche tablet e pc, che l’anno scorso ha acquistato Motorola da Google, andando così ad accrescere le sue quote di mercato globali. Perciò, come si evince, la chiave di volta per arrivare al successo è stata il prezzo concorrenziale dei primi modelli lanciati dalle case, che però adesso iniziano a diventare un pò più costosi, a fronte comunque di una migliore ricercatezza di alcuni prodotti e di un continuo rinnovamento. Riusciranno nel 2015 a crescere ancora e magari a spodestare le grandi case dal trono?

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