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	<title>Commenti a: Teoria sociale dell&#8217;Islamofobia</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Feb 2016 10:39:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: lorenzocentini1</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/02/teoria-sociale-dellislamofobia/#comment-34</link>
		<dc:creator><![CDATA[lorenzocentini1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 10:53:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1389#comment-34</guid>
		<description><![CDATA[La ringrazio preventivamente per i complimenti e per il supporto. Avendo avuto una formazione marxista e trovando inadatte molte analisi del fenomeno, ho pensato bene che fosse utile riscoprire delle armi troppo spesso caricate con polvere bagnata.

Sulla provocazione riguardo alla tecnologia: verissimo. La vera domanda è: la tecnologia ha vita propria nel veicolare certune informazioni? O rimane sempre Gestelle di ben altre volontà di potenza?. Indubbiamente esiste una parte cospicua della classe lavoratrice (e anche medioborghese) che non sa fare un uso prometeico dell&#039;informazione, e quindi la subisce in tutto e per tutto. Non è così azzardato intavolare una correlazione tra povertà sociale o povertà culturale, anche se ci si imbatte sempre in quelle che Gramsci chiamava &quot;lotte laterali&quot;.

Servirebbe una approndita analisi sociologica sulla distribuzione della passività d&#039;informazione tra i ceti medio-bassi e una sulla preparazione culturale delle nuove &quot;professioni liberali&quot;. Fino a quel momento, purtroppo, brancoliamo nel buio delle supposizioni letterarie.

Grazie dell&#039;interesse, a presto!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La ringrazio preventivamente per i complimenti e per il supporto. Avendo avuto una formazione marxista e trovando inadatte molte analisi del fenomeno, ho pensato bene che fosse utile riscoprire delle armi troppo spesso caricate con polvere bagnata.</p>
<p>Sulla provocazione riguardo alla tecnologia: verissimo. La vera domanda è: la tecnologia ha vita propria nel veicolare certune informazioni? O rimane sempre Gestelle di ben altre volontà di potenza?. Indubbiamente esiste una parte cospicua della classe lavoratrice (e anche medioborghese) che non sa fare un uso prometeico dell&#8217;informazione, e quindi la subisce in tutto e per tutto. Non è così azzardato intavolare una correlazione tra povertà sociale o povertà culturale, anche se ci si imbatte sempre in quelle che Gramsci chiamava &#8220;lotte laterali&#8221;.</p>
<p>Servirebbe una approndita analisi sociologica sulla distribuzione della passività d&#8217;informazione tra i ceti medio-bassi e una sulla preparazione culturale delle nuove &#8220;professioni liberali&#8221;. Fino a quel momento, purtroppo, brancoliamo nel buio delle supposizioni letterarie.</p>
<p>Grazie dell&#8217;interesse, a presto!</p>
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		<title>Di: Francesco Morello</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/02/teoria-sociale-dellislamofobia/#comment-33</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Morello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 22:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Complimenti per l&#039;analisi che: 1-serve; 2-è convincente; 3- adotta un metodo chiaro e che non ha timore di utilizzare in modo schietto le categorie di struttura e sovrastruttura, facendone un uso intelligente e riabilitandone la pessima fama di cui godono, come se fosse ormai scontato che si tratti di residui di un obsoleto impianto concettuale.
Detto questo, forse un elemento &quot;strutturale&quot; e non puramente ideologico ce lo vedrei. Certo non è visibilissimo proprio perché, come sottolinei in modo puntuale, non traccia una linea di demarcazione netta tra classi. Non è un elemento economico puro, ma si può ricondurre alla tecnologia. E la logistica e la tecnologia non sono oggi più appannaggio delle sole classi dominanti, almeno per quel margine di utilizzo che esula dalla riproduzione del capitale. E&#039; impossibile pensare al terrorismo attuale senza la rete e le tecnica progredita. Charlie Hebdo, ovviamente, ma si può risalire fino all&#039;undici settembre. Le teste mozzate ci giungono attraverso i pixel sgranati delle stesse telecamere digitali con cui Lynch ha girato il suo ultimo film. La cosa che terrorizza oggi tutti quegli strati sociali che non hanno accesso ad informazioni &quot;certificate&quot; è che nella pausa sigaretta, accanto a loro, il musulmano di turno stia pianificando il prossimo attentato sul cellulare piuttosto che messaggiando con la fidanzata.Penso anche a Baudrillard, quando sulla base di un&#039;interpretazione del terrorismo come di cellule cancerogene dell&#039;occidente imperialista e capitalista, afferma che le immagini dell&#039;undici settembre, quei pixel neri che scendono dalle finestre delle torri gemelle, precedono (nell&#039;immaginario) i fatti stessi. Quello che più ci è vicino, o crediamo tale, le tecnologie di massa come simbolo dell&#039;occidente, ci si rivelano improvvisamente nel loro aspetto più crudo, lontano, violento, esotico.Un&#039;incarnazione evidente di quello che sto dicendo è l&#039;insistenza mediatica sugli arruolamenti nell&#039;Isis dei giovani occidentali. Il bambino che culliamo nel suo lettino è diventato un mostro.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;analisi che: 1-serve; 2-è convincente; 3- adotta un metodo chiaro e che non ha timore di utilizzare in modo schietto le categorie di struttura e sovrastruttura, facendone un uso intelligente e riabilitandone la pessima fama di cui godono, come se fosse ormai scontato che si tratti di residui di un obsoleto impianto concettuale.<br />
Detto questo, forse un elemento &#8220;strutturale&#8221; e non puramente ideologico ce lo vedrei. Certo non è visibilissimo proprio perché, come sottolinei in modo puntuale, non traccia una linea di demarcazione netta tra classi. Non è un elemento economico puro, ma si può ricondurre alla tecnologia. E la logistica e la tecnologia non sono oggi più appannaggio delle sole classi dominanti, almeno per quel margine di utilizzo che esula dalla riproduzione del capitale. E&#8217; impossibile pensare al terrorismo attuale senza la rete e le tecnica progredita. Charlie Hebdo, ovviamente, ma si può risalire fino all&#8217;undici settembre. Le teste mozzate ci giungono attraverso i pixel sgranati delle stesse telecamere digitali con cui Lynch ha girato il suo ultimo film. La cosa che terrorizza oggi tutti quegli strati sociali che non hanno accesso ad informazioni &#8220;certificate&#8221; è che nella pausa sigaretta, accanto a loro, il musulmano di turno stia pianificando il prossimo attentato sul cellulare piuttosto che messaggiando con la fidanzata.Penso anche a Baudrillard, quando sulla base di un&#8217;interpretazione del terrorismo come di cellule cancerogene dell&#8217;occidente imperialista e capitalista, afferma che le immagini dell&#8217;undici settembre, quei pixel neri che scendono dalle finestre delle torri gemelle, precedono (nell&#8217;immaginario) i fatti stessi. Quello che più ci è vicino, o crediamo tale, le tecnologie di massa come simbolo dell&#8217;occidente, ci si rivelano improvvisamente nel loro aspetto più crudo, lontano, violento, esotico.Un&#8217;incarnazione evidente di quello che sto dicendo è l&#8217;insistenza mediatica sugli arruolamenti nell&#8217;Isis dei giovani occidentali. Il bambino che culliamo nel suo lettino è diventato un mostro.</p>
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