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18 November 2017

La Grecia al voto

La Grecia al voto

Domani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco. Si tratta, probabilmente, di un evento di importanza capitale all’interno dello scacchiere politico europeo. La Grecia, com’è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale crisi dell’economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l’omicidio di un giovanissimo manifestante, Alexis Grigoropoulos, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all’ordine del giorno nello Stato ellenico; addirittura, anche i cani si sono schierati contro le “forze dell’ordine greche”. Le elezioni di domani sono state un evento teoricamente imprevisto, deciso dopo il fallimento del governo dei partiti centrosinistra e centrodestra (Pasok e Nea Demokratia) nell’elezione di un Presidente della Repubblica. Tuttavia, le larghe intese non hanno fallito solo politicamente, ma hanno macellato la popolazione greca in un ghiros a (presunto) vantaggio dei “creditori” della Grecia. Infatti, secondo il rapporto 2013 dell’ ΕΣΤΑΤ – l’Istat greco -, 892.763 famiglie si trovano sull’orlo della povertà assoluta. Quattro famiglie su dieci non sono in grado di pagare il mutuo della casa, una su tre non può riscaldarsi.

Il 23,1% della popolazione greca vive in povertà, questa percentuale equivale a più di 2,5 milioni (sugli 11 milioni di greci), mentre la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale ammonta a 3.903.800 persone.

Secondo il dati raccolti dall’ΕΣΤΑΤ il 20,3% della popolazione vive in condizione di “deprivazione materiale”,

L’ΕΣΤΑΤ tiene conto dell’accessibilità della popolazione a una lista di nove punti come pagamento di bollette o possibilità di acquistare alimenti proteici, che dovrebbe dimostrare il benessere reale dei greci. Nei rapporti che vanno dal 2010 al 2013 si è osservato un aumento delle percentuali di coloro che non hanno addirittura accesso ad almeno quattro di questi punti. Nel 2010 era del 11,6%, nel 2011 di 15,2%, nel 2012 di 19,5%, nel rapporto 2013 è salita al 20,3%

Inoltre, le famiglie hanno perso il 40% del potere d’acquisto negli ultimi cinque anni.

Il leader di Nea Demokratia, Samaras, ha paventato il rischio che la Grecia possa diventare la Corea del Nord qualora vincesse il principale partito di sinistra, Syriza, ma a leggere le statistiche si capisce bene che il governo da lui presieduto non ha di certo arginato la crisi e che, anzi, potrebbe far invidia anche ai fondatori della Juche! Gli ultimi sondaggi davano Syriza con il 33-38% seguita a 4-7 punti da Nea Demokratia. Per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, il leader Tsipras dovrà oltrepassare la soglia del 37%. Altrimenti dovrà cercare di formare un governo di coalizione. I partner più probabili sono To Potami (il nuovo partito del giornalista Stavros Theodorakis) e i socialdemocratici del Pasok. Ci sarebbe anche il KKE, il partito comunista greco che, però, sin dall’inizio ha cercato di distinguersi da Syriza, organizzando manifestazioni diverse ed attacando il blocco di sigle guidato da Alexis Tsipras, come la forza di riserva del capitalismo internazionale per tenere sotto controllo la Grecia.

In caso di vittoria, il programma di Syriza prevede:

-L’audit debito pubblico, rinegoziando gli interessi e sospendendo i pagamenti fino a quando l’economia del paese non si sarà ripresa e siano tornate la crescita e l’occupazione;

-L’incremento dell’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno;

-La nazionalizzazione delle banche e delle imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese;

-Il ritorno del salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese) ; inoltre sempre nell’ambito del lavoro il patito di Tsipras programma l’abolizione del precariato, il recupero del contatto collettivo in modo da fornire ai sindacati gli strumenti per orientare i contratti individuali verso il cosiddetto “tempo indeterminato”;

-L’aumento dei sussidi per i disoccupati nonché delle misure di previdenza sociale per le famiglie monoparentali, gli anziani, i disabili e le famiglie senza reddito.

Se Syriza dovesse fallire (ammesso che riesca ad andare al governo) , c’è comunque qualcuno che è convinto di essere in grado di risolvere la situazione della Grecia: il partito di estrema destra Alba Dorata, recentemente ospitato da Casa Pound in Italia, che parte dal 9% conquistato alle ultime europee con il solito copione della destra europea contro l’Islam, gli stranieri, l’Europa; un altro obiettivo di questo gruppo sembrerebbero essere anche i comunisti, visto che 3 dei loro deputati sono indagati in seguito all’uccisione del rapper anti-fascista Giorgos Roupakias.

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