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18 November 2017

Torneranno i prati

Torneranno i prati

Regia: Ermanno Olmi

Sceneggiatura: Ermanno Olmi

Anno: 2014

Durata: 80’

Produzione: Italia

Fotografia: Fabio Olmi

Montaggio: Paolo Cottignola

Interpreti: Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria

TRAMA

1917: è notte e alcuni soldati italiani combattono a pochi metri di distanza dalla trincea austriaca.

RECENSIONE

Un film profondamente cristiano che col cristianesimo condivide l’amore verso gli ultimi. Forse il suo difetto maggiore sta proprio nell’idealizzazione dell’umile. Seppur risulti verosimile che in una situazione estrema i soldati siano ricchi di dignità, non è verosimile che mai emerga la bassezza, l’egoismo e la brutalità. Ma è un difetto che si perdona facilmente, perché ci piace pensare che, di fronte al vivere la morte, ciascuno di noi potrebbe acquisire la stessa dignità dei soldati. Non la dignità plebea, quella che mette il cappello anche quando si vive nella merda; una dignità che l’autore chiamerebbe umana, ma è animale. La dignità della carne morente della scimmia senziente che sa che vive una vita in cui l’unica attività intellettuale oltre ai bisogni biologici è il presagire la morte, che muore senza fiatare, lasciando il futuro per il nulla eterno del nulla. Un soldato prima di suicidarsi piscia, come cagano le vacche al macello. Ma l’uomo è anche la bestia che canta, che sogna, che abita il mondo poeticamente. Il soldato napoletano canta il desiderio bucolico d’armonia fra la natura e i propri fratelli. Un montanaro veneto verseggia con la materia della sua memoria, l’unica vera patria: i larici spogli e tristi di un inverno di morte diventano d’oro al ricordo dei colori d’autunno. Ma la guerra distrugge l’albero così come distrugge le vite e smorza il canto.

Non ci sono grida di dolore nel film di Olmi, i morti muoiono quasi d’incanto, i feriti restano composti. Olmi ama l’uomo, dunque non gira un’opera realista, ma una lirica animata da poetica verista. Un film politico perché evangelico: le guerre si fanno, le nazioni si esaltano, gli ordini si impartiscono e si devono ubbidire, Cristo e i poveri cristi vivono come topi e crepano. Un lavoro su commissione: se nel 2014 lo Stato italiano finanzia un film che denuncia l’assurdità della carneficina patriottica, vuol dire che la civiltà ha fatto passi avanti.

Voto: 8,5

Lorenzo Comensoli Antonini

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