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18 November 2017

Le migliori sfide negli Stati di queste Midterm election

Le migliori sfide negli Stati di queste Midterm election

Nelle ultime Mid term election, tenutesi negli Stati Uniti, la battaglia più accesa, tra il partito Repubblicano (GOP, Grand Old Party) e quello Democratico (Dem), è stata oltre a quella per il Senato, anche quella per l’elezione dei Governatori.
Nelle elezioni legislative, che si tengono ogni due anni, vengono rinnovati oltre che la Camera e un terzo del Senato, anche le amministrazioni degli stati. Nelle Mid-term election che ricorrono proprio nel mezzo del mandato presidenziale, vengono rinnovate le amministrazioni di ben ben 38 dei 50 stati che compongono gli Stati Uniti. Di queste 38 competizioni, 13 sono risultate molto difficili da prevedere e abbastanza curiose per il loro esito, per la presenza di candidati indipendenti ma sopratutto per la presenza di candidati futuri “presidenziabili” per la corsa del GOP alla Casa Bianca nel 2016.
La Guerra per i Governatori
I Dem sono risultati vincitori in 9 stati, nettamente nelle loro storiche roccaforti: California, New York, Vermont e Oregon. In Pennsylvania i Dem hanno sconfitto il governatore repubblicano uscente eletto nel 2010, rompendo una “regola aurea” della politica statunitense: cioè che in Pennsylvania il governatore cambi colore ciclicamente ogni 8 anni.
Il GOP è risultato vincitore in 24 stati, nettamente in Alabama, Iowa, Nevada, New Mexico, Ohio, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas e Wyoming e a sorpresa nel Maryland (stato storica roccaforte Dem nel Nord-Est). Emblematico il caso dell’Ohio che, pur venendo da quattro anni di amministrazione repubblicana, nell’ultima elezione presidenziale (nel 2012), ha svolto, insieme alla Florida, il ruolo del “ballerino” (o “swing state” come si dice), determinando, con risultati favorevoli ai Dem, la sconfitta del candidato repubblicano Mitt Romney (nel 2008 con John McCaine) e consentendo a Barack Obama la riconferma (e prima ancora l’ascesa) alla Casa Bianca.
Il Vermont attende ancora il ballottaggio tra il governatore democratico uscente Peter Shumlin e quello repubblicano dopo una difficile “corsa a tre”. Il candidato Dem è tra l’altro il leader dell’associazione dei governatori democratici.
Vediamo allora le 13 sfide più accese negli stati considerati toss-up:
1) Alaska: Il successore di Sarah Palin, il governatore repubblicano Sean Parnell, sembrava avviarsi verso una facile riconferma, ma i Dem, per queste elezioni, hanno deciso di appoggiare un candidato indipendente, Bill Walker. Questa formazione, inconsueta nel panorama politico americano, è stata fortemente voluta dal più potente sindacato americano (Afl-Cio) e ha provocato un vero terremoto politico, dato che il GOP è risultato sconfitto “in casa”.
2) Arizona: Con la governatrice repubblicana Jan Brewer, impossibilitata a candidarsi a causa dei due mandati consecutivi, la corsa nel “Grand Canyon State” è stata estremamente competitiva. Il candidato democratico ha saltato le primarie, in quanto era stato il solo a presentarsi, mentre il candidato repubblicano Doug Ducey, uscito con sofferenza vincitore dalle primarie, ha ottenuto molto tardi il sospirato endorsement dei colleghi-avversari, che gli ha consentito di vincere.
3) Colorado: Dopo essere stato eletto nel 2010 con la complicità di un GOP in stato confusionale, il governatore democratico John Hickenlooper non ha vissuto quattro anni tranquilli: decisiva la bocciatura della sua proposta di introdurre limiti più restrittivi al Secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (quello che prevede il diritto di portare armi). La battaglia vinta dai sostenitori della Costituzione ha entusiasmato la base repubblicana, ma non è stata bastata per evitare la riconferma del governatore democratico
4) Connecticut: Segnalato molto presto dai sondaggisti come stato “toss-up”, il governatore domocratico Dan Malloy ho dovuto ri-affrontare il ricchissimo candidato repubblicano ex ambasciatore durante l’amministrazione Bush. Nonostante la consolidata tradizione “liberal” (tendenza politica favorevole ai Dem) del Connecticut, la vittoria dei Dem è stata di misura.
5) Florida: Diventato governatore nel 2010 dopo aver vinto di misura sia primarie che elezioni, anche nel 2014 il repubblicano Rick Scott ha dovuto penare parecchio per sedersi sulla poltrona di governatore; infatti non è né un politico carismatico né troppo popolare tra i militanti locali – i vertici del GOP lo tenevano quasi “nascosto” durante i comizi tenuti nel 2012 da Romney. La Florida, al pari dell’Ohio, resta comunque uno “swing state” decisivo per il GOP. Caso curioso, il suo sfidante democratico è stato un ex governatore repubblicano. Nota per il futuro: Senatore per la Florida è il repubblicano Marco Rubio, giovane latino americano, molto carismatico, venuto dal Tea Party (di cui ha tenuto molto poco) che per la sua dote di piacere sia all’elettorato conservatore, sia a quello latino, è considerato un “presidenziabile” per il GOP.
6) Georgia: Il governatore uscente del GOP, Nathan Deal, ha dovuto affrontare per la riconferma un candidato democratico dal cognome prestigioso, Jason Carter, nipote dell’ex presidente Jimmy Carter. Ma sfortunatamente per quest’ultimo, la Georgia non è più lo stato che nel 1970 elesse il nonno governatore, laddove neanche Obama nel 2008, pur con la notevole mobilitazione della comunità nera, riuscì a prevalere sull’avversario John McCain.
7) Hawaii: Le Hawaii sono uno degli stati più Dem di tutta l’Unione. Ma negli ultimi decenni il fortissimo apparato democratico ha cominciato a cedere, arrivando nel 2002 a consentire a Linda Lingle, candidata rapubblicana, di conquistare per la prima volta la poltrona di governatore per il GOP. Trascorsi i due mandati, la Lingle ha lasciato spazio alla candidatura suo vice, sconfitto però nel 2010 dall’ex hippy Neil Abercombie, che quest’anno è stato a sua volta sconfitto alle primarie democratiche da David Ige. Nonostrante il vice della Lingle ci abbia riprovato, la storia elettorale dello stato ha dato ragione alla vittoria dei democratici.
8) Illinois: Obama, a meno di un mese dalle elezioni, è dovuto correre personalmente nel “suo stato” per tentare di evitare la sconfitta del governatore democratico uscente Pat Quinn. Il candidato repubblicano Bruce Rauner è partito molto forte nei sondaggi: Quinn è stato infatti un pessimo governatore, ma non peggiore del suo predecessore, anch’egli Dem, (condannato a 14 anni di carcere per corruzione) che nel 2006, rieletto, provò a vendere il seggio senatoriale di Obama al miglior offerente.
9) Kansas: un governatore repubblicano uscente che è stato in (grande) difficoltà in Kansas è una notizia rara. I quattro anni di mandato del governatore Sam Brownback sono stati molto controversi, e hanno messo in luce una spaccatura sempre più evidente tra l’anima conservatrice e quella moderata del GOP, che ha permesso al candidato democratico di conquistare un modesto vantaggio nei sondaggi. Ha comunque pesato, nella riconferma del governatore, la tradizione repubblicana dello stato.
10) Maine: in questo stato comunque a tradizione democratica, non sono rare le “corse a tre” (un democratico, un repubblicano e un indipendente). Ed è stato proprio grazie ad un’insolita (almeno per gli States) corsa a tre che, nel 2010, il repubblicano Paul LePage è riuscito a vincere. I Dem quest’anno hanno puntato su un candidato che, se eletto, sarebbe diventato il primo governatore dichiaratamente gay nella storia degli Stati Uniti.
11) Massachusetts: La decisione del Dem Deval Patrick (il primo governatore afroamericano del Massachusetts) di non ricandidarsi nel 2014 ha aperto la porta alla candidatura di Martha Coakley, nota per essere stata sconfitta da un repubblicano nel 2010 nella sfida per ereditare il seggio del Senato che era stato di Ted Kennedy. Il GOP ha ricandidato Charles Baker (quattro anni fa perse onorevolmente contro il governatore Dem uscente) che è riuscito ad annullare il suo svantaggio nei sondaggi fino ad una strepitosa vittoria. Una doppia sconfitta per la Coakley, che, oltre a essere clamorosa, significa la fine della sua carriera politica.
12) Michigan: Il governatore repubblicano Rick Snyder era considerato uno dei candidati del GOP maggiormente a rischio. Con Detroit sempre più Dem e il resto dello stato che mantiene la sua tradizione filo-repubblicana, il voto decisivo è stato quello dei sobborghi.
13) Wisconsin: Dopo essere diventato il primo governatore degli Stati Uniti a sopravvivere a un Recall, i sondaggisti si aspettavano che Scott Walker avrebbe navigato verso una facile rielezione nel 2014. Ma non sono stati fatti i conti con l’estrema polarizzazione dell’elettorato. Nello stato di Joe McCarthy e del sindacalismo a stelle e strisce, ha giocato favorevolmente al governatore uscente la durissima battaglia per l’abolizione della contrattazione collettiva.
Nota per il futuro: Scott Walker, per le presidenziali del 2016, è considerato come un “presidenziabile” dal GOP, in grado di unificare sia la base movimentista sia l’establishment del partito; uscito indenne dal voto, Walker può seriamente iniziare a guardare verso Washington.

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