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24 November 2017

Il Calcio dei samurai

Il Calcio dei samurai

Il calcio non è certamente il primo sport che ci viene in mente quando pensiamo al Giappone, ma presto il paese del Sol Levante potrebbe diventare una realtà importante anche in questo ambito. I cittadini Nipponici infatti si stanno scoprendo sempre più appassionati dello sport più popolare del mondo, e ciò fa si che anche il locale campionato viva un periodo di ascesa e sviluppo dal punto di vista della tecnica e del gioco. Pur non essendo dei giocatori dal dribbling funambolico o dalle caratteristiche fisiche particolarmente dirompenti, i calciatori della J-League sono in possesso di un forte spirito di sacrificio e abnegazione che li spinge a condurre vite da atleti esemplari e a dare il cento per cento in campo, qualunque sia la squadra in cui militano. E’ proprio questa applicazione senza remore, eredità culturale dei Samurai, che ha fatto si che sempre più grandi club europei si siano decisi a inviare osservatori in estremo oriente per visionare i talenti locali e tentare di accaparrarseli. Da qualche anno infatti la presenza di giocatori giapponesi nei campionati del vecchio continente è continuamente in crescita, segno che quella che in partenza poteva sembrare una scommessa è in realtà una concreta fonte di ottimi professionisti.
Un esempio su tutti è quello di Shinji Kagawa, che si trasferisce al Borussia Dortmund nel 2010 dopo essere stato capocannoniere della serie b del suo paese. L’ investimento dei gialloneri tedeschi, benché modesto, ha contribuito alla conquista della Bundesliga nelle due stagioni successive in maniera determinante, nonché ad ottenere una plusvalenza notevole quando il giocatore è stato ceduto al Manchester United. Lo scarso feeling col torneo britannico tuttavia è stata la ragione per cui il giocatore è tornato in Germania, dove ha ricominciato a esprimersi ad alti livelli. Rimanendo nella Ruhr, troviamo in Atsuto Uchida il terzino destro titolare dello Schalke 04 e della sua nazionale, apprezzato per la sua grande capacità di corsa e per la sua resistenza abbinata ad un buon piede. Sempre nel campionato teutonico troviamo Shinji Okazaki, una seconda punta dalla media realizzativa non altissima che fa però della duttilità e della capacità di assistere i compagni le sue doti migliori, cosa che gli ha permesso di essere una pedina importante nello Stoccarda prima e nel Magonza ora. Proprio allo Stoccarda gioca da due anni un suo connazionale, Gotoku Sakai, un difensore dalla forte personalità e un gran fisico dovuto all’ eredità genetica di sua madre, tedesca di Monaco. Poco più a Nord della Baviera troviamo la ricca e industriosa Francoforte, nella cui prima squadra, i rossoneri dell’ Eintracht, gioca Makoto Hasebe, centrocampista di quantità non più giovanissimo che i compagni dipingono come un ragazzo tranquillo durante la settimana, ma che si trasforma in un vero e proprio guerriero quando scende in campo ogni domenica, sostituendo la sua indole riservata con un piglio da leader ed un insospettabile carattere, qualità che l’ hanno reso amatissimo dai supporters e uno degli insostituibili nella mediana della sua nazionale.

kagawa

Se saliamo verso la Bassa Sassonia possiamo contare ben due giocatori del Sol Levante in un unico team. La corsia di sinistra dell’ Hannover 96 infatti si affida alle diagonali difensive di Hiroki Sakai, omonimo del centrale dello Stoccarda, e alle brucianti accelerazioni di Hiroshi Kyotake, un esterno offensivo tutto pepe che in patria era soprannominato “Il Messi Giaponese”. E’ abbastanza evidente che la Bundesliga è il campionato europeo che più scommette sui giocatori che provengono dall’ Estremo Oriente, forse per affinità caratteriale tra i due popoli in questione? Certo, un tedesco e un giapponese non hanno granchè in comune, ma pare che si intendano bene. Da tenere d’ occhio anche Yoichiro Kakitani , un giovane centrocampista che il Basilea è riuscito a soffiare alla Fiorentina e che ha impressionato per rapidità e capacità di inserimento quando è stato schierato durante i Mondiali ; Alberto Zaccheroni, ex CT dei “Blue Samurais”, ha detto di lui : “Con un po’ di esperienza in Europa e portando pazienza, qualunque squadra lo prenda potrà trovarsi tra le mani il nuovo Marchisio”. La Fiorentina tra qualche anno potrebbe “mangiarsi le mani” insomma! Per rimanere in Tema di giocatori accostati alla serie A ci dobbiamo spostare in Belgio, dove a difendere i Pali dello Standard Liegi troviamo Eiji Kawashima, idolo dei suoi tifosi che si è guadagnato il soprannome di “Ninja” e l’ inamovibilità in nazionale a suon di grandi prestazioni e parate prodigiose. Verso Maggio era uscita una voce che il suo agente avesse avuto contatti col Milan, poi però i rossoneri hanno virato sul più blasonato Diego Lopéz, lasciando il Ninja nel paese in cui gioca da ormai 8 anni e di cui è prossimo a ricevere la cittadinanza. Se attraversiamo la Manica e approdiamo a Southampton riusciamo a completare la difesa titolare della nazionale nipponica con Maya Yoshida, un centrale che a detta del suo allenatore Ronald Koeman “è un incredibile esempio di professionalità: è sempre il primo che arriva e l’ ultimo che va via dagli allenamenti, e sia che giochi titolare o che entri a partita in corso non si distrae mai, è sempre sul pezzo.”.
Terminiamo con la nostra Serie A, dove ci apprestiamo a vivere il secondo Derby dei Samurai dopo l’ ultimo disputato, con Yuto Nagatomo dalla parte dell’ Inter e Keisuke Honda sul versante Milan. Al di la delle caratteristiche tecniche dei due, che ormai conosciamo bene, è curioso considerare come la loro militanza nelle due squadre di Milano abbia contribuito ad esportare una delle rivalità per eccellenza del nostro calcio anche dall’ altra parte del mondo, con migliaia di appassionati tifosi orientali che partiranno dall’ aeroporto di Tokyo per venirsi a godere la partita dal vivo, equamente divisi tra rossoneri e nerazzurri.

nazionale giappone

Non c’è da sorprendersi che la nazionale giapponese sia diventata negli anni un avversario sempre più tosto da affrontare, oltre che l’ ultima a vincere la Coppa d’Asia: la sua spina dorsale è composta da calciatori che militano nei migliori campionati europei. Tutto merito di abnegazione e spirito di sacrificio.

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