09:29 am
29 June 2017

LA BUONA AZIENDA

LA BUONA AZIENDA

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo dell’amico e collaboratore Franco Di Pede

Sulla scuola vi stupiremo”, così rompeva il silenzio sulla pubblica istruzione il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Poco tempo dopo veniva pubblicato dal MIUR il documento su “la buona scuola”. Le innovazioni spaziano su tutti i campi: assunzione di personale, sistema crediti per i docenti, nuove cattedre, burocrazia ridotta, valorizzazione culturale, rapporto scuola lavoro o meglio scuola azienda. Il programma parla di una alternanza scuola-lavoro (ASL) obbligatoria negli ultimi tre anni per istituti tecnici e professionali, periodo nel quale i ragazzi, accompagnati da un tutor, dovrebbero lavorare nell’ azienda. Tale “cooperazione”, secondo Matteo, dovrebbe dare allo studente una formazione più pratica riguardo al campo in cui intende operare e all’impresa dei lavoratori già inseriti nella realtà aziendale. L’ASL diventerebbe un connubio perfetto fra il mondo imprenditoriale rappresentato da Renzi e il mondo della scuola, anticamera del privato. Così l’istruzione pubblica perderà la sua autonomia e i suoi studenti avranno una competenza specifica in quella determinata realtà aziendale, carente, d’altra parte, in ambito generale. Il lavoratore in erba si sentirà legato a quella impresa dalla quale dipende la sua formazione e dove gli è stato imposto uno specifico percorso lavorativo. È davvero questa la soluzione al problema educativo-lavorativo della scuola italiana? “La buona scuola” ha stupito, più che studenti, docenti e componente scolastica, la classe imprenditoriale che nel sistema educativo vede le basi solide per un guadagno a costo ridotto. Non sarebbe meglio se la scuola rimanesse indipendente, senza legami con il privato, senza obblighi lavorativi per studenti che magari non avranno alcuna intenzione di entrare a far parte di quella impresa? Non converrebbe un potenziamento degli istituti tecnici per consentire ai ragazzi di uscire dalle scuole superiori con una competenza generale solida e poi pensare al mondo aziendale, scegliendo fra le offerte lavorative?

Illustrazione di Marco de Rose

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